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C’è anche un Faraone all’assalto di Letta

ROMA – Quando un anno finisce ci si domanda sempre cosa ci attende nell’immediato futuro. Per maghi, cartomanti, fattucchiere sono giorni di fuoco. La maggior parte prevede cose belle , soldi,amori,felicità a buon mercato per tutte e tutti.

Si capisce perché: non fa piacere leggere o ascoltare le brutte notizie. Già ce ne sono ogni giorno, bastano e avanzano. C’è anche chi prevede disastri, devastazioni, cataclismi, terremoti,maremoti, guerre. E non ci va lontano. Questo nostro mondo,piccolo mondo antico sembra preso da una voglia autodistruttiva che non ha limiti. Di questo piccolo mondo noi, gli italiani,italioti in tono spregiativo, facciamo parte e ,anzi siamo all’avanguardia. Non  abbiamo bisogno dell’esercito chi prevede il futuro. Siamo noi stessi che ce la mettiamo tutta per darci picconate, per usare una parola cara ad un Presidente della Repubblica, quel Francesco Cossiga il cui nome è tornato alla ribalta delle cronache proprio in questi giorni grazie ad un carteggio  Con l’attuale Presidente con il quale si  ristabilisce la verità dopo tante insinuazioni sui rapporti fra le due personalità.  Se il buon giorno si vede dal mattino,come dice un vecchio proverbio, l’anno nuovo nasce nel modo peggiore possibile. Personaggi come il pregiudicato Berlusconi, il comico Grillo,ora un volto  da tragedia, ma anche  i “ nuovi” della politica italiana,la nuova generazione di cui Enrico Letta, troppo precipitosamente ha tessuto  le lodi, stanno minando le fondamenta del sistema democratico. Non sono estranei  alcuni  “ nuovi”  che fanno parte della segreteria di Renzi,impegnati in un pericoloso gioco delle parti. Il segretario del Pd non può in prima persoa lanciare contro il premier palle infuocate. Nella tante interviste  si capisce che il latte e miele fra i due non corre. Dice che presenterà alla maggioranza, al governo, centinaia,mille proposte,sussurra che forse un rimpasto ci vorrebbe, ma non spetta a lui decidere. Ma si ferma qui. Arriva un tal Davide Faraone,membro della segreteria, tutta la carriera politica in Sicilia,  ora membro della segreteria di Renzi, responsabile welfare. Di professione,leggiamo nel suo curriculum, funzionario di partito. Niente da dire,ovviamente, solo una registrazione. Attacca EnricoLetta come neppure Brunetta aveva ancora fatto. Grillo a fronte del Faraone che sembra ora ora uscito dalla piramide  dove negli anni passati sembra si fosse nascosto, diventa un innocente bambino. Accusa il premier delle peggiori nefandezze, ne elenca gli errori come fosse un maestrino che dà le bacchettate all’alunno indisciplinato. Nessun rispetto per la persona. Certo il governo non ha dato prova, con la legge di stabilità e poi con il mille proroghe, di saggezza e lungimiranza politica. Ma una cosa sono le critiche altro è se dal tuo stesso partito ti arrivano bordate, accuse e minacce. Ancor più grave il fatto che alle bordate del Faraone subito hanno fatto seguito altri interventi di parlamentari renziani. Tutti in sintonia tanto che qualche malizioso cronista politico parla di “ gioco di squadra” organizzato , non improvvisato. Insomma  non uno “ sfogo”. Qualcosa di più, di peggio. E’ vero che c’è sempre un peggio.Ma se non si mette un freno alle cadute si finisce in un burrone.

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