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Faraone, Pd, durissimo attacco al governo Letta

“Non basta un ritocco o un rimpasto. O si cambia radicalmente o si muore”

 

ROMA – Dai consigli ai veri e propri avvertimenti. E’ stretta la strada del Governo guidato da Enrico Letta. Una nuova accelerazione, disegnata dal nuovo corso del Partito Democratico e incarnata da uno degli uomini di punta di Matteo Renzi che, se letta in maniera positiva per l’Esecutivo può portare al rimpasto e se invece la valutazione è assolutamente negativa, può portare direttamente alle elezioni anticipate. Ma se consideriamo i punti presi in esame, ci sembrano molto più vicine le elezioni anticipate, che un nuovo volto, con nuove facce, magari più vicine al Sindaco di Firenze, dell’Esecutivo a guida Letta. La presa di posizione è durissima e non ha nulla a che vedere con le richieste formulate in queste ore dai cosiddetti centristi legati a doppio filo all’ex Premier Mario Monti.  

 

A parlare non è il segretario del Pd Renzi, che probabilmente ha avuto rispetto del suo collega di partito e Premier Letta, ma uno dei suoi uomini più vicini, Davide Faraone, membro della nuova Segreteria dei Democratici, che prende la palla al balzo e esprime quello che molto probabilmente anche il Sindaco di Firenze condivide, ma non può assolutamente pronunciare in questi termini. La critica parte soprattutto dal “filotto impressionante di errori” così li definisce Faraone, commessi dal governo. Anche contando soltanto quelli delle ultime settimane, da quando Matteo Renzi è stato eletto segretario, dalle slot al ‘Salva Roma’. Ed è proprio su questo che Faraone in un post su Facebook chiede al governo e al premier Enrico Letta un cambio radicale di passo. “Non basta un ritocco, un rimpasto, o si cambia radicalmente o si muore'”. Quella della componente ‘renzista’ del Pd, se leggiamo bene le parole espresse da Faraone, oltre che una accelerazione è un vero e proprio ultimatum: “Mentre noi lavoriamo ad un’agenda con dentro grandi riforme per il paese, con tempi certi di realizzazione – puntualizza Faraone – al governo e in Parlamento, con il suo ‘bicameralismo perfetto’ (un vero ossimoro) c’è chi brucia tutto. Così non va. Eletto Matteo Renzi si azzera il contagiri e si riparte. Non elencherò gli errori del passato, ma -osserva ancora Faraone- se metto uno dietro l’altro gli errori commessi da questo governo, dal giorno dell’elezione del nuovo segretario Pd, 15 dicembre, fino ad oggi (appena 13 giorni) viene fuori un filotto impressionante: una legge di stabilità di ‘galleggiamento’ (poco per il futuro), le slot machine, gli affitti d’oro, il provvedimento su Roma capitale”. E poi quello che risuona più che un avvertimento a Letta ed al Governo: “Se chiedi la fiducia ai parlamentari della Repubblica, se chiedi il sostegno in bianco ai deputati della maggioranza, lo fai per provvedimenti ‘alti’, utili per il paese, non per legittimare decine e decine di inutili ‘marchette’ “. Ed ancora rilancia sull’ormai noto Milleproroghe: “Si nominano nuovi prefetti, portati a 207 quando le prefetture sono la metà, si ‘abbonano’ 400 milioni a Roma quando tutti i comuni soffrono. Due ottimi provvedimenti per dar fiato alle stanche trombe della Lega Nord. 

 

E poi i soldi Ue parcellizzati per il Sud e per il lavoro su mille provvedimenti senza alcune strategia, con il solo obiettivo di non perderli. O ancora le deroghe al patto di stabilità per comuni non virtuosi, che chiedono di stabilizzare i precari anche dove si sfora la pianta organica e niente per i comuni virtuosi che vogliono realizzare opere utili per la collettività. Questo Pd, con le grandi speranze che suscita, l’Italia, con le sue difficoltà e le sue grandi potenzialità, non può permettersi questo governo e i suoi errori”. Con queste parole, e con gli attacchi che Forza Italia ha indirizzato nei confronti del capo dello Stato Giorgio Napolitano, sembrerebbe quasi un sogno parlare di riforme, stabilità e ripresa economica. Forse, saggiamente, sarebbe meglio guardare la pancia del Paese, quella che soffre, quella dei poveri, dei disoccupati, dei cassaintegrati, degli esodati a forza o con l’inganno. I provvedimenti dell’attuale Esecutivo, se avrà ancora un futuro, dopo il diktat dei renziani, dovranno muoversi solo ed esclusivamente in questa direzione. Paradossalmente, a meno di miracoli, non ci sono neppure spazi degni di nota per avviare qualsiasi genere di riforma. Forse si potrebbe trovare un punto di incontro ‘minimo’ solo su quella elettorale, ma su questo punto esiste sempre il nodo della condivisione, che puntualmente manda a fondo ogni progetto, anche il più bipartisan possibile. Riusciranno i nostri eroi, i Letta, gli Alfano, i Quagliariello a contenere le spinte centrifughe che rischiano di affondare prematuramente il Governo?

 

Se dobbiamo fare una previsione, e vista la marea montante di contestazioni, critiche ed inchieste più che legittime che arrivano dai più autorevoli organi di stampa, la strada per Letta ed Alfano è più che stretta e a dirla tutta sembra un piccolo ed incerto sentiero…

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