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In cucina la musica non deve mai mancare. Intervista a Gabriele Rubini

ROMA – L’abbiamo  seguito su DMAX (canale 52 del digitale, 28 di Tivùsat) nel programma “Unti&Bisunti”,  dove ci ha fatto apprezzare il miglior “street food”. Attualmente su DMAX è il protagonista di “Il cacciatore di tifosi”, dove Gabriele Rubini, alias Chef Rubio, cercherà di avvicinare  girando con il suo minivan, tutti i “potenziali tifosi”, al Rugby, altra sua grande passione oltre la cucina (Rubio vanta infatti un passato da professionista ed è stato scelto dalla stessa Federazione Italiana Rubgy per questa iniziativa).

Tre mesi di programmazione, dal 22 Dicembre in onda la domenica alle 22,50,  che avrà come culmine i  live delle partite del Rugby, 6 Nazioni, che si terranno a Febbraio. Si parte dalle regole di base del gioco per far capire, step by step, tutta la bellezza di questo sport nobile e meritevole quanto il calcio,  che regala all’Italia soddisfazioni e atleti validissimi.

Valentina Marchetti ha intervistato Chef Rubio per saperne di più e farci raccontare anche di un’altra iniziativa, quella con Groupon e CharityStars, che dona un pasto caldo agli ospiti di Fondazione Casa della carità.

D. Cosa ti diverte di più in “Cacciatore di tifosi” programma in cui sei impegnato attualmente?

GR: Mi sono divertito a guardare persone che non erano nel Rugby entrarci in contatto, prendere via via confidenza, perfino mettersi in mostra alla fine, dopo tanta timidezza, un pò come fanno i bambini che provano e poi ci prendono gusto…

 

D. Quando nasce l’iniziativa benefica insieme a Groupon e CharityStars?

GR: E’ nata un paio di mesi fa, tramite la mia collaboratrice, abbiamo conosciuto una persona che lavorava in quegli enti e facendo quattro chiacchiere è nato tutto quanto. Da qui l’iniziativa che sta avendo ottimi risultati,  a cui hanno aderito moltissime persone.

 

D. Come è nata l’idea di un programma sullo “street food”? 

GR: Nasce da diversi mattoni, da diversi incastri e coincidenze. Ho fatto  video su Youtube e una casa di produzione li ha visti, ha capito il mio modus operandi, la mia idea di cucina. E’ venuta fuori   una versione, da quello che facevo per l’estero, anche con il paesaggio italiano, cui non avevo pensato girando per l’estero.

 

D. Quando è nata la tua passione per la cucina fino a farne un mestiere?

GR: Da piccolo ero già affascinato dal mondo della cucina, ma non ne avevo la minima idea come mestiere, avevo altri interessi, poi è venuto piano piano  questo desiderio. Sicuramente dopo il mio viaggio in Nuova Zelanda nel 2005 qualcosa è cambiato, da lì…

 

D. Hai viaggiato molto, qual è il Paese,  e relativo cibo, che ti è rimasto più nel cuore?

GR: Sul podio metto Cina, Giappone, Corea. Mi hanno lasciato un segno.

 

D. Un tuo sogno nel cassetto su un programma che non hai ancora avuto modo di condurre?

GR: Mi ritengo già molto fortunato ad averne fatti due, anche se la mia crescita personale non è legata solo ai programmi, mi piacerebbe comunque se ci saranno i mezzi e le risorse, qualcuno interessato, a fare un programma on the road all’estero.

 

D. Cosa non deve mai mancare nella tua cucina?

GR: La musica.

 

D. Cosa invece non vorresti mai trovare in cucina?

GR: Un topo (ride) Persone che fumano, cose che non c’entrano con l’igiene, insomma niente sporcizia.

 

D. Come inizia una tua giornata tipo?

GR: Stamattina con un caffè, una tisana al finocchio poi vado a correre, visto anche il periodo delle feste e gli impegni con i programmi, oggi che ho tempo ne approfitto. Poi lavoro al computer, a dei documenti che consegnare, ma le mie giornate non sono mai uguali alle altre.

 

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