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Intervista a Luka Zotti, al secondo album con “Forgotten dream”. Video

ROMA – Luka Zotti, polistrumentista che attinge molto alla tradizione folk, si definisce chitarrista, ma la sua curiosità lo ha portato a sperimentare vari strumenti, ad interessarsi  a stili diversi,  fermo restando la sua grande passione per il rock, con i suoi grandi nomi. Nonché  i grandi maestri del folk. Quest’anno è uscito il suo secondo album Forgotten Dream. Valentina Marchetti lo ha intervistato per dazebaonews.it

D. Quali sono state le tue influenze musicali?

L.Z. Ho ascoltato tanti generi diversi rock, folk, alternative, jazz, reggae… ma gli artisti che mi hanno influenzato di più sono stati Neil Young, Pink Floyd, Nirvana, Jeff Buckley, Teenage Funclub, Dinosaur Jr.

D. Quando hai deciso che la musica sarebbe stata il tuo mestiere?

L.Z. Quando mi sono iscritto alla scuola di musica, suonavo già da 8 anni come autodidatta e avevo realizzato diversi dischi e live, ma avevo sempre e solo suonato a orecchio…  così a un certo punto ho sentito l’esigenza di fare una svolta professionale e di approfondimento del pentagramma.

D. Come nasce una tua canzone?

L.Z. Non c’è una regola precisa, per l’album “Forgotten Dream”  è nata quasi sempre prima la musica, poi la melodia e il testo; quest’ultimo mi è arrivato quasi tutto d’un fiato, ho iniziato a scrivere ed ero già a fine canzone, successivamente ho fatto solo qualche piccola correzione.

D. In quali progetti sei attualmente impegnato?

L.Z.  Per quanto riguarda la musica, oltre al mio progetto solista collaboro ai brani della cantautrice californiana Beth Wimmer , la quale ha donato i suoi magnifici cori al disco “Forgotten Dream” . Da sempre mi dedico anche all’arte, creo opere tra musica, arte e artigianato, come le “Chitarre Lampada”, chitarre trasformate artisticamente in lampada e dipinte a mano, inoltre costruisco e invento strumenti musicali personalizzati, pezzi unici realizzati in base alle necessità di chi li richiede.

D. Come trovi la scena musicale italiana? 

L.Z . Decisamente non florida, c’è poca voglia di mettersi in gioco, di fare qualcosa di personale e soprattutto di sincero, anche se per fortuna si sente sempre qualcosa di valido. Per quanto riguarda l’attenzione, questa è concentrata quasi esclusivamente solo sui big oppure sui talent, gli artisti indipendenti hanno pochi spazi –  parlo di spazi adatti a presentare degnamente i propri progetti musicali –  esiste qualche isola felice ma sicuramente la situazione non è delle migliori, dunque spesso la gente nemmeno conosce l’esistenza di alcuni validi musicisti. Gli artisti big potrebbero usare la loro posizione per aiutare gli emergenti e ricordarsi che anche loro sono stati tali una volta…

D. Come inizia una tua giornata tipo?

L.Z.  Non ho una giornata tipo, ognuna è molto diversa dall’altra, proverò comunque a fare un elenco: mi sveglio, faccio colazione, leggo e rispondo alle email, vernicio una chitarra, provo con la mia band, faccio un po’ di yoga, costruisco parte di una chitarra, faccio una passeggiata, ritorno dalla passeggiata perché ispirato e scrivo una canzone,  continuo il progetto di una nuova chitarra, vado ad un appuntamento di lavoro, organizzo un evento di arte e musica, mangio del buon cibo, bevo un buon caffè, riparo e rimetto in vita alcune chitarre, chiacchiero con un buon amico, trasformo una chitarra in una lampada e la dipingo, vado a letto…mi sveglio e scrivo una canzone, ritorno a letto…

Luka Zotti – Forgotten dream – Video

http://www.youtube.com/watch?v=_SxVbGfsqno

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