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Tunisia. Addio alle discriminazioni. Nella nuova Costituzione parità uomo-donna

TUNISIA – E’ una vera e propria vittoria dei diritti quanto accaduto in Tunisia. Infatti, dopo aspre discussioni l’Assemblea Nazionale tunisina ha approvato un articolo del progetto di futura Costituzione che garantisce la parità di genere, uomo/donna, «senza discriminazioni».

«Tutti i cittadini, uomini e donne, hanno gli stessi diritti e doveri», recita l’articolo 20 della futura ‘Cartà, approvato da 159 sui 169 votanti. La Tunisia punta ad adottare l’intero testo entro il 14 gennaio, terzo anniversario del rovesciamento del dittatore Zine El Abidine Ben Ali, che poi diede inizio alla ‘primavera arabà. Dopo gli anni ’50, quando guadagnò l’indipendenza dalla Francia, la Tunisia è stato il Paese del mondo arabo che ha goduto di leggi più liberali in fatto di diritti femminili, ma si temeva che il governo guidato dagli islamisti volesse in qualche modo far passi indietro. 

 

Il partito che guida il governo, l’slamista Ennahda, che ha promesso di farsi da parte non appena la Costituzione sarà approvata, era stato però pesantemente criticato quando aveva tentato di far passare l’idea di «complementarietà» di genere, piuttosto che «uguaglianza».

Nei giorni scorsi, le associazione a tutela dei diritti umani avevano espresso riserve sull’articolo 20, sostenendo che limita la tutela ai diritti dei cittadini, senza garantire gli stranieri; e che inoltre non specifica i motivi per cui è vietata la discriminazione.  Adesso, tra gli altri, deve ancora essere approvato l’articolo 45, che garantisce la tutela dei diritti delle donne da parte dello Stato e «la parità di opportunità tra uomini e donne». Una volta che i parlamentari avranno votato articolo per articolo il progetto di legge, la Costituzione dovrà essere approvato da due terzi dei 217 membri del Parlamento; in caso non ottenesse il quorum, dovrà essere confermato dal referendum popolare. 

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