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I vizietti del segretario Renzi

ROMA – E parla, parla Matteo Renzi, dichiarazioni,interviste a raffica, a volte dimentica quello che ha detto a un giornale e  dice altro.

Mai il rimpasto di governo aveva detto. Non voleva neppure usare questa parola, cosa da vecchia politica, così come “ verifica”, tutta roba da rottamare. Aveva preso a bersaglio Stefano Fassina reo di porre il problema di una presenza di ministri “ renziani” in segno di  assunzione di piena responsabilità da parte di chi aveva vinto il congresso. L’avesse mai detto. Non cerchiamo poltrone, noi portiamo idee, progetti,siamo altra cosa dalla politica romana. E poi il famoso Fassina? Chi.

Ora anche i renziani parlano di rimpasto

Ora si cambia registro. Si legge  che “se ci sarà una agenda nuova verrà affrontato il tema del rimpasto.”Lo afferma il ministro del Rio una specie di portavoce di Renzi. L’iter sarebbe il seguente:  messo a punto il nuovo patto di governo  sarebbe necessario ricorrere  alla  fiducia e così cambiare la compagine. In prima fila  fra i “dimissionandi” Nunzia Di Girolamo incappata in una registrazione “ abusiva” in cui ne diceva di cotte e di crude , dava ordini , cercava di sistemare attività familiari e si abbandonava ad un linguaggio non proprio signorile. Lei si difende:” Potrò usare a casa mia le parole che mi pare anche se volgari?. Pd e M5S hanno chiesto che venga a spiegarsi in Parlamento. Il Nuovo centro destra, con Alfano, fa barricate a difesa della ministra, coniuge del parlamentare Pd, boccia. Nella lista dei licenziandi compaiono, Zanonato, Saccomanni, Giovannini, Lupi, Bonino e chi più ne ha più ne metta.  Veniamo al secondo “vizietto”. Ci riferiamo alla riforma elettorale. Il passaggio alla Camera non ha chiarito la situazione.

La nuova legge elettorale, un terno al lotto

Intanto ci sono già 21 proposte di legge  che la Commissione  di Montecitorio deve esaminare cui si aggiungono le tre di Renzi. E’ vero che è stato stabilito che il 27 gennaio la discussione dovrà andare in aula. Ma cosa ci andrà resta un mistero.  Per la cronaca il Pd ha sempre sostenuto  il doppio turno. Renzi ha fatto la campagna delle primarie   su questa linea, proponendo il modello che si usa per l’elezione dei sindaci. Ora si è spostato sul modello spagnolo, quello che piace a Berlusconi con il quale è stato preannunciato un incontro che poer ora sta lì. Renzi sa bene che  Alfano è nettamente contrario perché favorisce i partiti più forti. Sempre il vicepresidente  e il suo gruppo sono favorevoli al modello sindaci così come le altre forze che sostengono il governo. Se così stanno le cose la maggioranza c’è e quindi  si può aprire il confronto con le altre forze politiche. No, Il segretario del Pd attende le risposte di tutti. Poi dice la Boschi, della segreteria del partito e responsabile delle riforme, si faranno i conti e si vedrà chi ha più consensi. E poi Renzi si meraviglia che Letta non si fidi di lui e se ne lamenta con il Corriere della sera. C’è di più, sempre la Boschi a domanda della Annunziata  dice  che sono state consultate tutte le forze politiche. Anche Forza Italia? chiede la giornalista. Sì risponde. E la giornalista : avete sentito Verdini? Sì, penso. Ma  è Renzi che  lo ha sentito? Forse, non lo so, mica mi dice tutto.

A Pinocchio si allungò il naso

Terzo vizietto del segretario del Pd.quello di appropriarsi di cose altrui rivendendole  per sue vedi diritti delle coppie omosessuali, abolizione della Bossi –Fini, laz cittadinanza per i figli degli emigrati. Tutte cose scritte nel programma elettorale della coalizione di centrosinistra, Pd-Sel. Bersani più volte aveva affermato che laprima cosa in agenda era il diritto di  cittadinanza. Poi si sa come è andata a finire e siamo al governo di emergenza e non il governo del centrosinistra. Infine sul  Jobs Act  Renzi afferma che finalmente “abbiamo sottratto la discussione sul lavoro agli “esperti” e l’abbiamo portata in pubblico. I dilettanti  hanno fatto l’arca, gli esperti il Titanic”. Il segretario del Pd ignora che lo stesso Pd ha portato in pubblico la discussione sul lavoro,con assemblee, iniziative nel Parlamento e nelle piazze. Per non parlare della Cgil con il Piano del Lavoro discusso nelle fabbriche, negli uffici, nei territori  con la grande  manifestazione  tenuta a Roma ,piazza San Giovanni,con lo slogan “ Il lavoro prima di tutto”. Da buon toscano, Collodi,frazione di Pescia,provincia di Pistoia non è lontana da Firenze, Renzi dovrebbe sapere cosa successe a Pinocchio che raccontava bugie: gli si allungò il naso.

 

 

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