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Renzi e Berlusconi in piena sintonia. Alfano stoppa tutto, rischio di voto anticipato

Il sindaco di Firenze non risponde ai giornalisti perché deve prendere il treno.  Lunedì alla Direzione del Pd Renzi dovrà chiarire

ROMA – Un treno si è messo di traverso tra il Sindaco di Firenze e Segretario del Pd e la stampa. Renzi, infatti, ha concesso poco o nulla ai giornalisti che per ore avevano davanti alla sede del Nazareno, le sue valutazioni sull’incontro con Berlusconi. Una conferenza stampa che ha detto poco, o nulla, sulla riforma elettorale e che ha solo reso noti i passaggi relativi alle riforme istituzionali, sui quali, per altro era più che nota la convergenza, non solo con Forza Italia, ma anche con altri partisi, sia di maggioranza che d’opposizione. Dunque la voglia di comprendere e raccontare di decine di giornalisti è andata delusa, anche perché sul terreno impervio della riforma elettorale Renzi non ha potuto dire molto, anche perché, Berlusconi, sul punto ha probabilmente svicolato. Le nostre sono naturalmente solo supposizioni, e questo ce lo auguriamo, perché se la versione del Cavaliere sfuggente fosse confermata, Renzi si troverebbe con il cerino in mano e con poco da dire al suo partito. Nella brevissima conferenza stampa concessa dal Sindaco di Firenze che rischiava di perdere il treno, Renzi ha detto di aver trovato “profonda sintonia con Forza Italia su una riforma del Titolo V della Costituzione sia di natura costituzionale, sia con interventi, ad esempio per la riduzione dei rimborsi ai Gruppi regionali; sulla trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie, prevedendo che non vota la fiducia, che non ci sia indennità ed elezione diretta per i senatori; su un modello di legge elettorale che favorisca la governabilità, il bipolarismo ed elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli”. 

Incalzato dai giornalisti sulla legge elettorale e per i pochi istanti concessi, Renzi è stato sfuggente rinviando ogni cosa alla riunione della Direzione del Partito Democratico prevista per lunedì. Il leader Democratico, rifugiandosi in calcio d’angolo, ha comunque parlato di “passo avanti significativo” e ha sottolineato la disponibilità ad essere “aperti al contributo di chi vorrà starci”. 

Dall’altra parte della barricata, Silvio Berlusconi ha deciso di affidare solo ad una sintetica nota il suo commento sull’incontro: “Ho garantito al segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione. Due riforme indispensabili, urgenti e necessarie per ridare efficienza al nostro sistema istituzionale, per ridurre drasticamente i costi della politica e modernizzare il Paese”. E come possiamo notare, il Cavaliere non fa alcun riferimento ad una possibile intesa sulla riforma elettorale. Ultimo e non ultimo, ma forse primo tra i commenti della giornata, il cinguettio di Alfano, che di fatto pone un significativo stop alle accelerazioni renziane: ”E’ inutile che ci inducano, per legge, a ‘tornare all’ovile’ perché noi non torniamo indietro! Per noi la scelta è compiuta”. E questo significa che sul tema della riforma elettorale il Nuovo Centro Destra pone una vera e propria ipoteca sulle sorti del Governo, visto che senza l’accordo con gli scissionisti, nulla si potrà fare, visti gli equilibri al Senato. Alla fine della giostra, dunque, ci sembra inevitabile dire, che il giro fatto oggi da Renzi insieme a Berlusconi sulla giostrina, ha tolto ossigeno al Governo, con una decisa accelerazione verso il ricorso al voto anticipato, l’unico vero obiettivo, non sappiamo se dello stesso Renzi, ma sicuramente di Silvio Berlusconi.

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