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Francesco Giganti, l’elettore che ha truffato nel referedum del m5s

CAGLIARI – Ha votato per due volte per lo stesso quesito, con due account omonimi aventi le stesse generalità: cambiava solo l’indirizzo email differente. Persino il tipo di documento era lo stesso: la carta d’identità. Fa acqua il sistema di democrazia interna del Movimento 5 Stelle, la “democrazia liquida”, il tanto decantato sistema referendario con cui il movimento guidato dall’ex comico genovese Beppe Grillo prende decisioni delicatissime. 

 

A portare a galla le falle falle del sistema è stato l’attivista m5s sardo Francesco Giganti, che ha filmato e reso disponibili gli screenshot  (qui) della doppia operazione di voto durante l’ultimo referendum promosso dal M5s, quello sul sistema elettorale. Su 32mila 847 votanti in 20mila 450 hanno detto sì al proporzionale, quello preferito anche dal leader spirituale del movimento 5 stelle Beppe Grillo.

In molti non sanno che per accedere al sistema di voto referendario bisogna essere registrati e autorizzati. Per ottenere l’autorizzazione occorre inviare anche una copia di un documento di identità in corso di validità. Tanto è stato voluto dalla Casaleggio e associati, in ossequio con quanto stabilito già dai Pirati tedeschi. Questo modo finora non aveva registrato problemi sulla piattaforma utilizzata dal Movimento 5 Stelle.

Giganti spiega alla versione on line del Corriere Della Sera: «Sono deluso, c’era stato assicurato che nel M5S uno vale uno e che ciascuno di noi aveva diritto un solo voto. Motivo per cui ho deciso di denunciare quanto sta accadendo. E’ una truffa». «Non l’ho fatto volutamente. Ho creato i due profili per sbaglio e poi mi sono reso conto che nessuno mi aveva bloccato» conclude.

Impossibile comunque non rimarcare anche un ulteriore aneddoto. Secondo quanto si apprende Giganti non è stato candidato dal Movimento 5 Stelle nelle elezioni sarde in programma il prossimo 16 febbraio. Il Movimento 5 Stelle, lo ricordiamo, ha deciso di non presentarsi alla competizione e la questione ha turbato non poco gli animi nell’isola. Tra le motivazioni quella della troppa litigiosità tra i militanti pentastellati che avrebbe leso l’immagine del movimento 5 stelle.

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