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Fiat tradisce l’impegno con l’Italia. Occupazione a rischio

Proteste dal web: “Fca, Sede legale in Olanda; Sede fiscale a Londra; Sede Cassa Integrazione in Italia

ROMA – Una volta esisteva la Fiat, Fabrica Italiana Automobili Torino, da oggi esisterà la FCA, Fiat Chrysler Automobiles. Questo è infatti il nome del nuovo gruppo dopo la fusione delle due case automobilistiche. E così se ne va un altro pezzo di’Italia. Si perché non si tratterà più di un’impresa italiana, visto che gli Agnelli manterranno il controllo del 30% sul gruppo, la holding avrà sede legale in Olanda e  la sede fiscale si troverà in Gran Bretagna, anche se quest’ultima non è stata ancora ufficializzata. 

Cosa cambia quindi? Principalmente il fatto che venga in qualche modo tradita quella che era la missione dell’azienda, ovvero investire in questo Paese.  Si vanificano le promesse fatte da anni dallo stesso Sergio Marchionne, che parlava di rilanci e di grandi investimenti. E’ evidente che così non sarà. Come al solito, a pagarne le spese saranno essenzialmente i lavoratori, che nella migliore delle ipotesi usufruiranno della cassa integrazione, nonostante le comunicazioni ‘rassicuranti’ relative al proseguimento delle attività e al mantenimento dei livelli occupazionali.  

La decisione ufficiale, dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, è stata presa dal consiglio di amministrazione del Lingotto questa mattina. Oggi l’incontro dell’azienda con i sindacati firmatari dell’accordo Fiat, quindi con l’esclusione della Fiom, non invitata al tavolo, nemmeno per informazioni. “Ci troviamo da una parte con i sindacati che applaudono, e non solo loro, e dall’altra con gli operai di Termini Imerese che domani si ritroveranno in assemblee  davanti allo stabilimento”. A parlare è Michele De Palma, il responsabile auto per la Fiom, che si recherà in Sicilia dove sono in corso le proteste dei lavoratori, per i quali si sta ricorrendo al licenziamento. “Con la giornata di oggi, Fiat fa un altro importante passo verso il disimpegno nei confronti dell’Italia” – continua De Palma –  “Infatti, nel nostro Paese la Fiat non lavora, non progetta più nuovi modelli, non fa investimenti e ora non paga neanche più le tasse. Il tutto con il plauso degli altri sindacati e il silenzio assordante del Governo e della politica.” “Ci chiediamo cos’altro debba accadere perché il Governo intervenga per garantire il futuro produttivo e occupazionale del Gruppo nel nostro Paese.” 

Insomma si tratta di un altro duro colpo,  una sconfitta per l’Italia che continua a perdere aziende e a mantenere solo gli oneri degli ammortizzatori sociali. 

Soddisfatto e fiducioso è invece apparso il presidente del Consiglio Enrico Letta, il quale ha voluto interpretare queste novità, annunciate oggi dallo stesso  Marchionne, come un  segnale positivo, una sorta di  ‘cambio di orizzonti’. “La Fiat è un attore globale e non più nazionale” –  ha commentato Letta, aggiungendo: “La questione della sede legale è assolutamente secondaria quello che conta sono i posti di lavoro, il numero delle macchine vendute e la competitività e globalità del gruppo, al quale guardiamo con fiducia”.  

Non sembra essere dello stesso parere il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, che pur non entrando nel merito delle scelte dei vertici della Fiat, ha invece interpretato negativamente lo spostamento della sede del più grande gruppo industriale italiano, che rappresenta una ulteriore conferma della fuga in massa delle imprese. Un segnale e una prova tangibile quindi di un sistema inceppato, che non funziona più, che non è più in grado di attrarre investimenti dall’estero e neppure di mantenere vivo un tessuto produttivo ormai ridotto ai minimi termini e senza alcuna prospettiva di ripresa.

L’annuncio dell’addio alla Fiat e della nascita di FCA ha anche scatenato l’ironia del web, in particolare dei social network. Su Twitter un trionfo di doppi sensi,  anche ‘hot’. In altri tweet invece l’ironia si trasforma in amarezza: “Fca, Sede legale in Olanda; Sede fiscale a Londra;  Sede Cassa Integrazione in Italia”. Dello stesso tenore un altro tweet: “Fiat Sede legale: Olanda; Sede fiscale: Londra; Aiuti statali: Italia”.

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