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Baby squillo ai Parioli. ‘Guadagnavo anche 600 euro al giorno’

ROMA – Soldi facili per le baby prostitute dei Parioli. Vestiti di marca e cellulari all’ultimo grido erano i premi ambiti dalle adolescenti. 

In sintesi è questo ciò che emerge nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip Maddalena Cipriani:  “Credo che Mirko Ieni – dice una di loro – sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati a fare sesso. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza”.

La ragazzina, che compirà 17 anni il prossimo ottobre, collegata in videoconferenza con l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo, ha negato il coinvolgimento di altre minori, oltre alla sua amica, 15 anni, che verrà sentita mercoledì dal giudice. “Ho iniziato perché avevo voglia di fare molti soldi, fino a 600 euro al giorno. Non mi sono fatta mancare nulla, quello che guadagnavo lo spendevo per acquistare vestiti di marca e telefonini”. Ed è proprio in questo inizio che spunta   il caporalmaggiore dell’esercito, Nunzio Pizzacalla, ovvero colui che fu contattato per primo dalla stessa ragazzina attraverso la pubblicazione di un’inserzione su internet.

Il militare, secondo l’accusa, avrebbe indotto successivamente lei e l’altra sua amica minorenne  a prostituirsi nell’appartamento ai Parioli «procacciando clienti, mantenendo la contabilità e impartendo disposizioni sulle tariffe». Per l’accusa, però, Pizzacalla avrebbe anche sfruttato la prostituzione di ragazze maggiorenni e indotto una delle baby-squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. «Pizzacalla non credo di averlo mai visto – ha detto la minore al gip -. So che è venuto a Roma due volte per incontrarmi ma mi sono rifiutata. Del resto, alla fine mi ero creata un mio giro di conoscenze e quindi anche a Ieni giravo qualche soldo ma non gli dicevo tutto quello che facevo». Quest’ultimo, secondo il capo di imputazione, deve rispondere anche della cessione di stupefacenti e della commercializzazione del ‘serviziò sul sito web ‘bakecaincontrì«. 

L’appartamento di viale Parioli per le baby squillo sarebbe stato messo a disposizione da Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alle due minorenni, nonché la pubblicizzazione dei servizi offerti, sul sito web bakecaincontri.com Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due ragazzine, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Invece Michael Mario De Quattro deve rispondere di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi. 

A differenza di quanto riferito in precedenza, la ragazzina sentita oggi per circa 6 ore, non è la figlia della mamma in carcere per questa storia, ma di colei che ha denunciato tutto. La minore ha parlato, anzi, proprio della donna ancora in custodia cautelare dicendo che lei in qualche modo sapeva di quanto faceva sua figlia.

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