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Maltempo. Ancora disagi a Roma, ma i livelli dei fiumi diminuiscono

Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Italia territorio malato”

ROMA – Rimane l’allarme per il maltempo, che continua a non dare tregua in tutta la penisola tra nevicate e piogge abbondanti. Lo scorso week-end la pioggia è scesa violentemente e la situazione delle popolazioni colpite, soprattutto sul litorale laziale e in provincia, resta drammatica. Nella notte di sabato il Tevere, all’altezza di Ponte Milvio, aveva registrato un livello pari a 12,76 metri, sceso poi a 12 nella giornata di domenica; la protezione civile fa comunque sapere che i livelli del fiume romano e del suo principale affluente, l’Aniene, risultano in diminuzione, ma continuano a restare attivi 24 ore su 24 i Centri Operativi Comunali e le Unità di Crisi Locali in tutti i Municipi. Emergenza maltempo anche per il comune di Fiumicino, sede del più importante aeroporto della capitale: i canali dell’Isola Sacra sono ancora pieni d’acqua che, grazie alle idrovore, viene pompata in mare con una media di 2700 litri al secondo da venerdì. Controlli a tappeto anche per quanto riguarda le scuole della zona per verificare eventuali danni, così come sulle strade. Al momento si contano 106 persone assistite dal Comune che hanno trovato riparo in strutture alberghiere e in case famiglia. Situazione analoga a Riano, paese vicino Roma, dove 96 famiglie (230 persone) sono state evacuate per gli stessi motivi. Tommaso Luzzi, sindaco del comune di Sacrofano, in provincia di Roma, ha dichiarato lo stato di calamità naturale “a seguito degli ingenti danni subiti da strutture pubbliche e private, e dei forti disagi causati dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi”. Intanto “il sindaco di Roma Ignazio Marino ha scritto una lettera al presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti per comunicargli la sua piena disponibilità ad intervenire in aula, non appena lo riterrà possibile, per svolgere un’informativa sulla situazione che si è generata a seguito dell’ondata eccezionale di maltempo in città, che ha causato disagi e sofferenze alla cittadinanza”.


I geologi e gli esperti affermano che “il territorio è profondamente malato, non essendoci state bombe d’acqua, ma solo una quantità maggiore di pioggia, cosa non anomala. Ciò che è anomalo è che un paese vada sott’acqua solo perché piove” queste sono le parole di Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, accusando “un Paese che non ha mai preso in considerazione il tema del territorio se non per un solo modello, ovvero quello della costruzione edilizia e non della ristrutturazione”. Bisogna intervenire il prima possibile e non lasciar passare ancora altro tempo per sistemare città come Genova, Messina e Reggio Calabria, i cui territori hanno un perenne allarme rosso in quanto a rischi idrogeologici.

ALESSANDRO ALLEVI.

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