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Pd, l’ipocrisia al potere

Ascoltando il dibattito nella Direzione del Pd sembra di vivere in un altro mondo, surreale. Non sappiamo come si concluderà, se con un documento se ci sarà un voto, ma se il buon giorno si vede dal mattino la distanza fra il massimo organismo del Pd e quello che avviene in questo Paese, in questo Parlamento, nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, fra i giovani, i disoccupati, gli esodati, i cassa integrati la cui prospettiva è solo la disoccupazione, sembra incolmabile.

Solo l’ottimismo inguaribile di Goffredo Bettini, novello Rinaldo che torna in campo, può dire che  sta tornando la fiducia nel Pd. Certo le primarie hanno visto al voto quasi tre milioni di persone. Ma può bastare?  Si può scambiare questo voto, una volta ogni quattro, cinque anni,  come una ritrovata partecipazione alla vita politica, al Pd?  Se si pensa che  il Pd  renziano non ha stabilito alcun rapporto, tanto per dirne una, con i sindacati, che vede la Cgil come il fumo negli occhi facendo magari l’occhiolino il segretario della Fiom Landini per il solo fatto che è in polemica con Susanna Camusso di che partecipazione si sta parlando?Neppure con Confindustria Matteo Renzi ha stabilito alcun rapporto. Però con il finanziere  Serra, quello che plaude alla Electrolux che aveva  deciso di ridurre gli stipendi dei lavoratori, è pappa e ciccia. 

Renzi e Letta, fanno finta  di dimenticare le polemiche

Sempre ascoltando la relazione e poi il dibattito siamo rimasti basiti. Tutte le polemiche, gli attacchi di Renzi a Letta, di questi giorni scomparse. Ci siamo domandati, allora tutto è stato inventatola  da noi giornalisti?  E’ vero che i retroscena sono quanto di peggio possa  circolare nel variegato mondo dell’in formazione,ma il fatto che il segretario del Pd in tutte le interviste rilasciate, due o tre al giorno e anche più non ha mancato di dire peste e corna della politica del governo di cui è presidente Enrico Letta. Ha perfino fatto battute come quando ha chiesto al suo pubblico se ricordava qualcosa fatto dal governo. E i renziani piùvolte hanno affermato che il governo non aveva fatto niente.  Tutto questo è scomparso nella grande sala del Nazareno. Renzi  ha solo detto che rimpasto e cose simili non lo interessano, problemi di Letta, selo ritiene se la veda lui. Il presidente del Consiglio non è stato da meno. Mentre parlava sembrava uno che ha perso la memoria. Poteva chiedere a Renzi perché ogni giorno lo mette sulla graticola ma non lo ha fatto.  

La direzione del Pd  come i  vecchi Consigli della Dc

Sembrava di assistere ad una riunione del vecchio consiglio nazionale della Dc quando i leader delle correnti,dopo essersi sbranati,sembravano  amiconi,compagni di merende.  Ci hanno provato Gianni Cuperlo, Stefano Fassina, esponenti della minoranza  a portare nel dibattito i problemi reali, quelli da affrontare, in primo luogo  il rapporto fra il Pd e il governo. Ma è difficile far breccia in un organismo in cui sembra che l’ipocrisia sia al potere. A  Renzi interessa solo portare a compimento le riforme istituzionali che sono appannaggio esclusivo del partito.  La velocità,il fatto che in pochi mesi sia stato raggiunto una intesa, è quello su cui si onda il suo “credo” politico. 

Si annuncia una pessima riforma del Senato

Che la riforma della legge elettorale sia una pessima riforma, che quanto il segretario annuncia per la trasformazione del Senato  in camera delle autonomie non sia proprio un bel vedere, si potrebbe chiamare “ camera dei nominati” non interessa. Se pensiamo che si tratta di “ riforme” che riguardano la stessa struttura dello Stato, così come stabilita dalla Costituzione,  a partire dalla elezione del Presidente della Repubblica, della Consulta, di altri organismi che segnano la democrazia nel nostro Paese che potrebbero uscirne stravolti. Ci vengono i brividi .Speriamo che qualcuno si accorga di cosa si nasconde dietro  queste  cosiddette riforme. Secondo noi visti i contentini cui si èparlato anche alla Direzione del Pd siamo in presenza di una vera e propria truffa. Si parte da problemi reali, ma si danno soluzioni  che non portano da nessuna parte migliori dei casi. Ma al peggio, come si dice, non c’è mai fine.

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