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Renzi lancia la riforma del Senato. 150 persone, non più camera elettiva

Oggi se ne parla alla direzione nazionale del PD. LA DIRETTA STREAMING

ROMA – Renzi, forte del suo consenso alle primarie,  vuole accelerare a tutti costi  il processo sulle riforme. Oggi, il neo segretario del PD,  intervenendo ad un convegno di Confindustria a Firenze sulle città metropolitane, ha lanciato la sua proposta per la riforma del Senato. “E’ finito il tempo a disposizione”, ha tuonato Renzi dal palco. “Questo è l’anno in cui o si fanno le riforme o non si può più avere il coraggio di parlarne Del resto,  la situazione contingente del Parlamento e del dibattito politico rappresenta una straordinaria occasione”.   Ma veniamo subito alla proposta. “Immaginiamo un Senato non elettivo composto da 108 sindaci”, precisa Renzi. E poi:”21 presidenti di Regione e 21 esponenti della società civile cooptati dal Presidente della Repubblica per un mandato di solo un anno. Insooma, complessivamente 150 senatori.  Il Senato non darà la fiducia ma concorrerà all’elezione del presidente della Repubblica. Sarà una camera delle autonomie, non delle Regioni”. “Il mio partito – ancora Renzi –  presenterà oggi una riforma su cui c’è l’accordo di tutti i partiti dell’arco costituzionale. Il Senato deve diventare camera delle autonomie e immaginiamo un Senato non elettivo, senza indennità”. 

Il M5S boccia Renzi

«La riforma del Senato proposta da Renzi è demagogia pura». Questa la posizione del Movimento 5 Stelle a palazzo Madama. Ed è il capogruppo del movimento, Maurizio Santangelo, a lanciare la proposta: «Per ridurre i costi della politica basta votare gli emendamenti M5S al finanziamento dei partiti nella commissione Affari costituzionali», in corso di seduta.  Si tratta di emendamenti che «Pd e la maggioranza bocceranno sicuramente ma che prevedono la restituzione di tutti i rimborsi elettorali dal ’97. Il che significa 2,5 miliardi di euro», sottolinea e ricorda che c’è anche la possibilità di votare un altro emendamento a 5 Stelle che propone se non altro l’abolizione da subito del finanziamento pubblico ai partiti. Meglio, insomma, seguire questa strada che «una riforma costituzionale dai tempi lunghi». 

Le sinistre extraparlamentari consegnano la Costituzione alla sede del PD

Subito arriva la bacchettata dalle sinistre radicali nei confronti del PD. “Prima dell’inizio della Direzione Nazionale del Partito Democratico – affermano  Fabio Nobile, componente della segreteria nazionale del PdCI (Partito dei comunisti italiani) e Fabrizio De Sanctis Segretario della federazione di Roma – siamo andati a consegnare una copia della Costituzione della Repubblica Italiana presso la sede di Via Sant’Andrea Delle Fratte. Che la leggano i membri della direzione del PD la Costituzione e possano consapevolmente vergognarsi di quanto stanno facendo a partire dalla nuova legge elettorale!”

“Noi la definiamo ‘maialum’, più che italicum, – continuano Nobile e De Sactis – ed è evidente quanto contrasti con i principi costituzionali. In realtà vogliono fare una legge che garantisca, oltre a loro stessi, la stabilità ai banchieri senza che ci siano opposizioni scomode e rappresentative in Parlamento. Ma l’opposizione sociale e politica, si rassegnino, l’avranno fuori e dentro le istituzioni e prima opoi ci dovranno fare i conti sul serio”.

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