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La pugnalata a Letta, l’onore al pregiudicato

ROMA – I grandi media, europei e americani in particolare, danno una immagine devastante della situazione politica del nostro Paese e chiamano pesantemente in causa il Pd. Usano la parola “pugnalata”per definire la decisione della Direzione dei Democratici che ha fatto fuori Enrico Letta.

Altri termini sono ribellione del Pd contro il premier, sovversione contro il presidente del Consiglio. Esprimono un giudizio fortemente negativo su quello che ritengono un blitz ., Qualcuno paragone il Pd al Pcus di un tempo che fu. Insomma, scrivono, è un partito  che ignorando il Parlamento fa e disfa fa .

 Duri commenti dei media europei e americani

Sono molto più chiari,diretti,espliciti , duri di quelli del nostro Paese i quali pur tra giri di parole esprimono, chi più chi,meno, sostanziali riserve sul modo in cui la Direzione del Pd ha sfiduciato il “ suo”premier con una discussione che è durata  un paio di ore : Molto più espliciti, fortemente critici i tanti commenti che arrivano  sul web. Alcuni, feroci mettono in fila le dichiarazioni che Renzi fino al giorno prima della Direzione, a partire dall’ormai famoso “ stai sereno”.Ne  risulta un quadro non certo esaltante. Che riguarda la credibilità,la affidabilità di chi un giorno dice una cosa e il giorno dopo un’altra. Per giustificare la “pugnalata” il prossimo inquilino di Palazzo Chigi nella riunione della Direzione ha sostenuto che occorreva non una “staffetta”,la parola non gli piace,ma un governo politico nuovo di zecca.perché  era cambiata la situazione politica rispetto a quando era nato il governo Letta. 

Squallide trame  alle spalle dell’ex premier

I renziani del suo staff si affannano a ripetere le parole del capo, monotono ritornello. Risibile argomento. Viene da chiedere:ma quando si sono accorti che la situazione era cambiata visto che fino all’ultimo, diciamo tre o quattro giorni fa, “stai sereno”, “un premier lo abbiamo già , è Letta.  Certo il governo doveva fare, cambiare passo, affrontare i drammatici problemi economici e sociali. Lui,Matteo, pensava alle riforme istituzionali, da qui l’accordo ,la “profonda sintonia” con Berlusconi, Enrico mettesse a punto il nuovo patto per rilanciare il governo, e cose da fare. E Enrico si metteva al lavoro per presentarsi alla riunione del Consiglio europeo con il nuovo programma, “ Impegno 2014” da portare in Parlamento per siglare il nuovo accordo con i partiti della maggioranza.Il tutto era pronto già un mese fa. Ma lo stesso Matteo pose uno stop: prima la legge elettorale perché se si fa il nuovo patto c’è il rischio che qualcuno faccia un passo indietro sulla riforma del “porcellum. Ed Enrico, memore del “ stai sereno” si fermò. Solo giovedì, quando la situazione era ormai precipitata, il premier presentò il nuovo patto chiamandolo “ Impegno Italia”, togliendo l’anno 2014. Renzi e il coro dei renziani:progetto presentato troppo tardi e poi prefigura un arco di tempo più lungo dei 18 mesi  che facevano parte dell’accordo di governo. Ma come tardi,visto che è stato Renzi a ritardare l’iter?Misteri, o meglio”mistero buffo”riprendendo ancora una volta  uno vecchio , ma sempre attuale, spettacolo di Dario Fo, squallide trame-.

Riformare lo Stato con chi lo Stato ha frodato

C’è di più. I renziani forse ignoravano che  il capo,facendosi prendere dall’entusiasmo di mandare in soffitta  “ l’amico Letta “ addirittura prolungava  il  patto fino al 2018,conclusione della legislatura per avere il tempo di riformare lo Stato,come ha detto alla Direzione, con il contributo di Berlusconi.  Davvero singolare visto che il cavaliere è stato condannato definitivamente per aver frodatolo Stato E lui, il pregiudicato rimesso a cavallo dal segretario del Pd, in attesa  di essere assegnato ai servizi civili o ai domiciliare  intende salire al Colle per le consultazioni che Napolitano ha aperto. Anche questo comporta la “ profonda sintonia”

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