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Governo. Delrio, tassare i bot, aumentare il cuneo fiscale. Nessuna patrimoniale

ROMA – Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio a un giorno dalla richiesta di fiducia anticipa alcuni punti programmatici del governo Renzi sui temi economici. 

Per iniziare Delrio, ospite alla trasmissione«In mezz’ora» condotta da Lucia Annunziata, tiene a precisare che “contro il governo Letta  non c’è stato nessun complotto di potere, bensì una lettura diversa di diversi contesti”.  E poi il neo sottosegretario aggiunge che “se il Parlamento ci sta a fare le riforme, bene, altrimenti non è Renzi ad aver paura delle urne”.

“Non abbiamo chiesto ai ministri tecnici per chi votano. Ci interessava sapere cosa avrebbero fatto nel settore in cui si sarebbero impegnati. Tutti gli atti che potranno avere un potenziale conflitto d’interessi del ministro Guidi o del ministro Poletti – ha aggiunto – per noi sono assolutamente da esaminare con attenzione e quindi i dossier che potranno avere un potenziale conflitto d’interessi verranno esaminati dal presidente del Consiglio personalmente”.  

“Intendiamo fare le riforme che abbiamo annunciato – puntualizza – l’Italia ha bisogno di semplicità e di coraggio, di liberarsi della burocrazia e di aprire una fase nuova, più europea e piena di possibilità. Se il Parlamento ci sta, bene. Altrimenti non è Renzi ad avere paura delle urne. Il presidente – ha sottolineato – andrà nelle piazze delle città per capire e anche per essere criticato. Se il Parlamento dirà che queste riforme sono sbagliate o troppo forti daremo la parola al popolo». 

Delrio parla poi della necessità di una legge sul conflitto d’interessi e fa sapere che il governo non è interessato ad una patrimoniale, anche se ricorda che esiste un principio: ovvero, chi più ha più deve dare. “E in un momento così, chi più ha più deve dare”. Interviene anche sul discusso tema delle rendite finanziarie e porta un esempio: “Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo…”. E poi: “C’è una parte delle rendite finanziarie che non è in linea con la tassazione in Europa,  che è del 25%,  quindi va valutato questo argomento per portare più soldi nelle fasce più deboli”.  “L’Imu – aggiunge –  è stata una patrimoniale a tutti gli effetti e aveva il difetto che la incassava lo Stato invece che i comuni”.

E infine Delrio fa sapere che entro la fine dell’estate il governo intende aumentare seriamente il cuneo fiscale. “Pensiamo di ricavare risorse in parte dalla spending review e in parte da operazioni industriali e dal rientro dei capitali”.

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