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Il “caso Guidi”. Dalla cena ad Arcore con il pregiudicato al buffet di Renzi

ROMA – Sarebbe interessante sapere chi ha consigliato Matteo Renzi nella scelta di  Federica Guidi come Ministro per lo Sviluppo economico, uno dei dicasteri  più importanti, la cosiddetta “troika”, Economia, Lavoro, Sviluppo. I maligni  sussurrano  che sia stato Verdini, l’uomo sempre presente negli intrighi e nelle trame, l’autore dell’Italicum.

Non sarà così ma il fatto che Berlusconi  all’annuncio della avvenuta nomina  abbia esclamato  “ Abbiamo un ministro pur stando all’opposizione” vorrà pur dire qualcosa. Anche perché questa battuta non è stata smentita. Non risulta neppure che la nomina di  Federica Guidi sia giunta improvvisa.  Era noto che Renzi cercava negli ambienti imprenditoriali una candidatura, possibilmente un giovane o meglio una giovane donna perchè doveva raggiungere quella parità uomo-donna che rappresentava uno dei suoi fiori all’occhiello. Guidi aveva tutte le caratteristiche per una operazione di questo tipo: giovane, era stata anche presidente dei giovani di Confindustria, titolare della azienda di famiglia la Ducati Energia, Bologna fatturato di oltre 110 milioni, di cui è vicepresidente con la delega agli acquisti. C’è di più. E’ la figlia di Guidalberto Guidi, un ex falco di Confindustria, ma questo non vorrebbe dire niente, le colpe dei padri non possono ricadere sui figli.

Conflitto di interessi grande come una casa

Ma Guidalberto è un “caro amico” di Berlusconi e proprio lunedì, quando già era noto l’identikit  previsto da Renzi per  quel posto di di ministro, l’ex falco è andato a cena ad Arcore dal suo vecchio sodale. E, guarda caso, lo accompagnava la figlia. Che dalla cena in Villa è passata disinvoltamente al “buffet “di Renzi. A pensar male si fa peccato, dice un proverbio, ma a volte ci si azzecca. E’ vero che la ministra ha annunciato che darà le dimissioni, lascerà la carica di vicepresidente. Ma ciò non vuol dire niente. Anche Berlusconi dette le dimissioni ma il conflitto di interessi resta.  Grande come una casa.Se non bastasse  un interrogativo? Renzi  non poteva non conoscere le posizioni della “imprenditrice”, già autorevole dirigente di Confindustria. Non poteva non conoscere per le cronache ne hanno parlatoli fatto che il pregiudicato puntava su di lei per una posizione di primo piani in Forza Italia., una posizione ndi vice.

La neoministra vicepresidente  della Ducati Energia, specializzata in delocalizzazioni

Intanto si poteva informare sull’andamento dell’ azienda Ducati in crescita  per fatturato. Specializzata in delocalizzazione nell’est Europa (Croazia e Romania), in India, in Argentina. Con il passar degli anni lo stabilmento si è trasformato in un impianto di assemblaggio di parti che vengono prodotte all’estero. Nello stabilimento bolognese ci sono una settantina di operai. Con i tecnici, gli impiegati, i tecnici, gli ingegneri si arriva a 220 unità. Una ventina di lavoratori opera nel laboratorio di ricerca che si trova a Trento e quanto resta per arrivare va 700 dipendenti lavora all’estero.  L’azienda guigi opera nei settori controllati dalministerto, emergia elettrica, eolico, meccanica di precisione, elettronica. Fra i suoi “ clienti”, attraverso il ministero del tesoro, Enel, Poste, Ferrovie dello Stato.

Il credo della ministra:.via  i contratti nazionali, solo quelli individuali

Il conflitto di interessi appare in tutta la sua portata e gravità.  Se poi pensiamo che come ministro se la dovrà vedere proprio con le aziende che delocalizzano, a partire dalla Electrolux vengono i brividi. A completare il quadro le sue posizioni sul fronte sindacale: vorrebbe abolire i contratti nazionali passando a quelli individuali. 

Fassina: ci vuole un ministro con un orientamento completamento diverso

Viene definita “ euroscettica”, ”iperliberista”. Insomma tutto ciò che manda in brodo di giuggiole Berlusconi. Dice Stefano Fassina: “ Il potenziale conflitto di interessi è del tutto evidente. Ma oltre a questo mi preoccupa la visione del ministro sulla apolitica industriale, la sua idea di rilanciare il nucleare,la sua contrarietà al ruolo dello Stato nell’economia Penso che  ci sarebbe bisogno di un ministro dello sviluppo con un orientamento molo diverso”. La ministra tace, tace Matteo Renzi. l’Antitrust non ha niente da dire ?

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