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Legge Elettorale, si riparte da quote rosa e sbarramenti

La Presidente Boldrini moderatamente ottimista: “Salvo imprevisti, dovremmo concludere”

ROMA – Il Presidente della Camera, Laura Boldrini, intervistata da Lucia Annunziata, nel programma di approfondimento ‘In Mezz’Ora’ sulla Terza Rete della Rai, interviene sulla Legge elettorale, che lunedì torna all in discussione alla a Montecitorio: “Lunedì la legge elettorale dovrebbe concludersi salvo imprevisti. Certo, ce lo auguriamo”, chiarisce la presidente della Camera alla domanda se si chiude in settimana spiegando comunque che “tutti gli aspetti sono aperti, abbiamo ancora 100 emendamenti e abbiamo tempi contingentati con 8 ore circa. Se i gruppi chiedono un aumento dei tempi si concederà perché la posta in ballo è alta ed è giusto che ci sia tutto lo spazio possibile per il dibattito in aula perché siamo ad una giornata cruciale per la democrazia”. Poi una personale considerazione su come gli ‘attori’ in campo si stiano comportando: “Ho la sensazione che tutti si stiano adoperando per trovare un terreno comune. Si parte da posizioni diverse, non ci si può aspettare tutto ma dei passi in avanti consistenti sì”. Tornando sulla questione della parità di genere, lancia il suo affondo: “Quella di domani (lunedì ndr) è un’occasione da spendere al meglio. Si tratta di un’occasione storica non per far fallire una legge sulla parità ma per far approvare una legge che ha la parità di genere. Mi auguro che gruppi parlamentari e partiti, ragionino su questa opportunità”. Boldrini interviene anche sulle cosiddette liste bloccate “sarebbero un motivo in più per ragionare nelle segreterie dei partiti. Ma il principio vale comunque, sia che ci saranno o no le preferenze o quale sarà il premio o lo sbarramento. Il principio vale e va sostenuto. Non credo ci si agganci ad altri aspetti, o che ci sia uno scambio. E’ necessario trovare una mediazione sul punto, ma non la ancorerei a una logica di scambio”. Ma in una domenica primaverile, sulla questino legate alla legge elettorale ha voluto dire la sua  anche il leader del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano, ed il suo intervento va ascritto come una timida apertura al prosieguo dei passaggi parlamentari: “Noi siamo molto aperti, così come siamo assolutamente a favore delle preferenze. Il punto è se per raggiungere un determinato obiettivo siamo pronti a far crollare tutto l’impianto della legge elletorale”. E se Alfano strizza l’occhio a Renzi, Forza Italia avverte la ministra Boschi sul tema caldissimo delle quote rosa: “Pacta sunt servanda” (la modifica su cui si discute in queste ore, infatti, non rientra nell’accordo tra Renzi e Berlusconi). E’ troppo comodo sottoscrivere accordi che già si sa non verranno rispettati”. Tutto è vergato di prima mattina sul ‘Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera e ascrivibile all’onnipresente Brunetta. “Troppo comodo votare l’Italicum in direzione Pd con 111 voti a favore e poi scarciofarlo (fare come con i carciofi, rimangiarselo foglia dopo foglia), perché i gruppi parlamentari non ci stanno, troppo comodo e troppo facile -prosegue ‘il Mattinale’- Ieri il Senato, oggi le quote rosa, domani le preferenze e dopodomani le soglie. Noi non ci stiamo”. Ma se Brunetta alza il livello dello scontro, va detto che il partito di Silvio Berlusconi rischia clamorosamente di schiantarsi proprio sulle quote. Laura Ravetto propone alle colleghe “che si stanno battendo per la parità di genere di mandare domani (lunedì ndr) in aula un segnale anche visivo. Potremmo simbolicamente – lancia l’idea – indossare qualcosa di bianco (no a ‘quote di rosa e di azzurro’!) per far comprendere che non è una battaglia tra i sessi ma una battaglia per la qualità della democrazia”. Infine va detto che nella prateria degli emendamenti alla legge elettorale che dovranno essere esaminati nelle prossime ore, oltre alla parità di genere ed alla parte relativa agli sbarramenti, c’è una norma presentata dal Partito Socialista Italiano sul conflitto d’interessi, che senza un vero e proprio patto blindato tra Renzi e Berlusconi, potrebbe diventare, accanto alle quote rosa, un punto più che esposivo.

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