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Barbara o Marina, un dilemma per far resistere Berlusconi

ROMA – Barbara o Marina, questo è il dilemma! Una delle figlie di Berlusconi candidata con Forza Italia per poter consentire al Cavaliere di apporre il proprio cognome nel simbolo del partito: questa l’ultima suggestiva ipotesi che si affaccia nel futuro di Forza Italia.

La candidatura di Barbara, nello specifico, sarebbe utile per non perdere il traino del nome Berlusconi sulla scheda e per dare il senso della continuità, in attesa che alle Politiche scenda in campo Marina. Intanto, all’interno di Forza Italia, non si ferma il pressing a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni europee, nonostante la conferma della pena di interdizione dai pubblici uffici confermata a due anni dalla Cassazione. L’ex ministro Mariastella Gelmini, oggi coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, ha spiegato: “Nessuna parola definitiva è ancora arrivata dall’Europa, visto che stiamo tutti aspettando la decisione della Corte di Giustizia. Silvio Berlusconi è il leader di milioni di italiani ed è giusto che si candidi. Lo chiedono gli stessi elettori ed è deprecabile privarli della loro guida”. Da parte sua, invece, il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, ha ieri attaccato: “La sinistra ha paura della candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni europee. Il diritto di candidarsi e di essere eletti è un diritto riconosciuto dai trattati europei e dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. A Berlusconi non può essere impedita la candidatura sulla base di una legge nazionale, la cosiddetta Severino, applicata retroattivamente”. Intanto tutta questa storia non fa bene all’elettorato di Forza Italia, che nonostante abbia uno zoccolo duro di circa sette milioni e mezzo di italiani, sembra in severa flessione. Il sondaggio di oggi del Corriere della sera mostra nuovi dati relativi alle intenzioni di voto per le elezioni politiche: il calo di Movimento 5 Stelle e Forza Italia è dello 0,5% e i due partiti sarebbero appaiati al 21,5%. In calo anche Scelta civica, che perde mezzo punto e si attesta all’1%. Lieve calo pure per il Nuovo centrodestra, che lascia per strada lo 0,2% e passa dal 4,5% al 4,3%. Stabile il Pd, che si conferma primo partito con il 30%. Da rilevare che i voti di FI non vanno all’NCD di Alfano, come sarebbe naturale. Un segnale quest’ultimo che mostra ancora una volta come quel quid in più, per citare il Cav, lo ha solo il cognome Berlusconi, che sarà comunque presente sul simbolo di Forza Italia. Se il nome, invece, sarà quello di Barbara o Marina è ancora da decidere. In pole position resta Barbara, anche perché Marina sarebbe l’asso nella manica e candidandosi ora rischierebbe di bruciarsi. Certe le candidature, di Toti, Comi e Ronzulli. Per il consigliere politico del Cav si tratterà del battesimo delle urne, mentre Ronzulli e Comi sono già nomi di spicco del Parlamento europeo. Al Centro, correrà certamente il vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani, mentre al Sud in nomi di spicco sono quelli di Barbara Matera e Clemente Mastella. Restano duqnue per ora sospese tutte le posizioni dei forzisti che siedono già a Montecitorio e a palazzo Madama. Il Cav è alla disperata ricerca di volti nuovi ed efficaci e, perché no, anche dell’antirenzi. 

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