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Camera approva relazione Renzi su Consiglio Europeo

ROMA – L’Aula della Camera ha approvato la relazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi sul prossimo consiglio europeo e sullo stato dell’economia e della finanza pubblica con 292 voti a favore e 162 contrari. 

Ora Renzi si è recato al  Senato per il dibattito sul vertice Ue. L’assemblea di  Montecitorio ha poi respinto le risoluzioni presentate da  Lega, Sel, Forza Italia, e Movimento 5 stelle, sulle quali il  Governo aveva dato parere contrario. 

 

La Ue non ci fa le pulci

“Presenteremo la spending rewiev alle Camere, la presenteremo nelle sedi parlamentari; il commissario ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no”. Così il premier Matteo Renzi alla camera  in vista del Consiglio Europeo di domani a Bruxelles: “E’ fondamentale che si esca dalla visione per cui l’Ue ci fa le pulci. Italia ed Europa sono sulla stessa barca”  

E poi: “Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no”.  Il premier parla deciso direttamente a chi il messaggio deve coglierlo, cioè al Parlamento. Stamane  alla Camera, ha illustrato le linee programmatiche in vista del vertice dell’Unione Europea di domani e dopodomani. Nessuno, lascia intendere, pensi di poter commentare o tantomeno influenzare i tagli che saranno decisi da Palazzo Chigi.

È la maniera migliore per affrontare un’Europa, lascia intendere, il cui confronto basato sui numeri non lo spaventa per nulla. Il parametro del 3% è «oggettivamente un parametro anacronistico», ma per l’Italia «non ci sarà nessuno sforamento», assicura. È semmai lo stato dell’economia che suscita l’indignazione del Presidente del Consiglio. «I nostri numeri sulla disoccupazione giovanile gridano vendetta», avverte, la

riforma del mercato del lavoro è una riforma necessaria, che ci viene chiesta «dal 42% di giovani disoccupati», e non solo dall’Europa. Ad oggi «le riforme istituzionali che abbiamo proposto sono una novità, sono viste di buon occhio, sono la premessa per noi per restare al tavolo», ribadisce a voler sottolineare il buon esito delle recenti visite a Parigi e Berlino, ma al secondo punto c’è la riforma del lavoro; è vero che ci sono opinioni diverse, il Parlamento sarà coinvolto attraverso lo strumento della delega che darà a tutti la possibilità di un

ampio confronto, ma «non è un argomento a piacere che possiamo affrontare o no, ce lo chiedono i disoccupati». Insomma, è il governo che deve decidere.

 

Critiche dal Movimento 5 Stelle

«Renzi prosegue sulla linea degli slogan e della propaganda. Si contraddice continuamente: al termine del suo incontro con Angela Merkel ha detto che l’Italia manterrà il limite del 3%, mentre a gennaio aveva manifestato l’esigenza di rinegoziare i parametri europei, da lui stesso definiti anacronistici. La verità è che il suo tour è stato un autentico giro di battesimo e dimostrato che anche questo governo, come i precedenti, sarà un lacchè di Berlino, schiavo dell’austerity». È la posizione espressa in una nota dai deputati del MoVimento 5 Stelle, a proposito delle comunicazioni del premier Matteo Renzi in vista del vertice Ue del 20 e 21 marzo. 

«Dobbiamo ridiscutere le regole europee- prosegue la nota-, dobbiamo ridiscutere le condizioni in cui partecipiamo, a partire dalla cancellazione del Fiscal compact, dall’emissione di eurobond che tutelino le economie più deboli fino ad arrivare a una rinegoziazione del debito pubblico. O si ridiscutono le regole o ce ne andiamo».

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