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Bilanci Cgil, Camusso contro Renzi

Mentre Epifani apre alla creazione dell’area socialista democratica radicata del Pd

ROMA – “Rispetto molto sia Camusso che Squinzi. Ma io non sono qui per loro”. Ad affermarlo in una lunga intervista a Il Messaggero, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi: Nelle parole affidate al quotidiano romano, il Premier non usa mezzi termini contro, sia il leader degli industriali Squinzi, che per il Segretario della Cgi, Camusso: “Io sono qui per le famiglie, per il singolo imprenditore, per le persone che non si sentono rappresentate e che hanno bisogno di vedere finalmente una svolta. Poi –prosegue Renzi – culturalmente mi colpisce questa strana assonanza tra il capo dei sindacati e il capo degli industriali”, costituisce “un ottimo segnale che siamo sulla strada giusta”. Durissima la replica della Camusso, che per altro, chiude anche un ulteriore passaggio degli attacchi del Sindaco di Firenze, quello relativo ai Bilanci del sindacato: “Mi sento offesa da Renzi: il presidente del Consiglio sa bene, e se non lo sa è perchè disattento, che la Cgil pubblica i suoi bilanci dal 1976″. Camusso ha anche aggiunto che la Cgil “ha sempre pubblicato i suoi bilanci sul cartaceo, li pubblicava la rivista Rassegna sindacale e sono on line da quando esiste il sito della Cgil”. Camusso replica al premier anche sui servizi fiscali che i sindacati offrono a iscritti e contribuenti: “sono regolati dalla legge – dice – quella di Renzi è una polemica sterile. E’ sbagliato che il capo del governo usi come argomento polemiche cose che non vere”. Ed ancora: “Quello con Confindustria è un asse che non esiste, i temi sono profondamente diversi e le critiche che il sindacato e gli industriali hanno mosso all’operato del governo sono state di segno diverso”. Ma oltre a Camusso si muove anche nel partito una ‘reazione’ socialdemocratica alle accelerazioni del Sindaco di Firenze. Guglielmo Epifani chiede una riorganizzazione del Pd e apre alla creazione di un’area socialdemocratica interna al partito. Epifani poi puntualizza davanti alle telecamere di In mezz’ora su Rai tre: “Con il passaggio di Matteo Renzi a Palazzo Chigi il partito si è trovato sguarnito della figura che avevamo indicato. Dobbiamo ripensare tutti assieme una funzione che il partito deve avere.Serve un partito che stia di nuovo in campo e quindi deve essere riorganizzato, organizzato meglio. Al Congresso si sono sfidate tre personalità su piattaforme politiche diverse. Una ha vinto, le altre due han perso” afferma ancora Epifani, aggiungendo che “non si può vivere in un Congresso perenne, ma un Pd senza dibattito non esiste”. L’ex numero uno della Cgil immagina di organizzare “un’area socialista-democratica, riformista, di pensiero, di riferimento, assolutamente dentro il partito che possa essere uno dei poli di discussione”.

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