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Lo shuttle del futuro sarà tutto made in Italy

ROMA – Quando si parla di viaggi nello Spazio viene automatico pensare all’America e quindi alla Nasa. Ma questa volta il sogno e il progetto del futuro è tutto italiano.

Si chiama IXV (Intermediate eXsperimental vehicle) il mini Shuttle presentato in questi giorni a Tornino, di costruzione italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che ha terminato la fase di sviluppo ed è pronto per il suo primo viaggio di prova nello Spazio. Il mini shuttle Esa è un dimostratore tecnologico di rientro, dotato di uno scudo termico per sostenere le elevate temperature dell’attrito con l’atmosfera nella fase di ritorno sulla Terra, oltre che di superfici aerodinamiche e comandi automatici che ne consentono la manovrabilità fino a quando, grazie all’apertura di un paracadute di 33 metri di apertura, ammara a velocità controllata nell’oceano, dove viene recuperato da una squadra di tecnici. IXV è lungo 5 metri, alto 1,5 e pesante 2 tonnellate carico di carburante. Lo stadio superiore del “Vega” lo sgancerà a 320 chilometri dalla Terra, e raggiungerà la velocità di quasi 8 chilometri al secondo. Il volo – test durerà solo un’ora e 40 minuti. Salvo rinvii dell’ultim’ora, il lancio avverrà a ottobre del 2014 dalla base europea di Kourou, in Guyana francese e sarà tutto “made in Italy”. A portare in volo l’IXV, infatti, sarà il piccolo razzo europeo Vega costruito in Italia dalle industrie Avio di Colleferro, in Lazio. La presentazione è avvenuta presso “Altec”, situato nelle vicinanze degli stabilimenti di Thales Alenia space a Torino, che è il “Mission Control Center”, cioé il centro di controllo di terra che seguirà tutte le fasi del volo. Hanno presentato il progetto Stefano Bianchi (ESA), Giorgio Tumino (Program Manager IXV per ESA) Roberto Provera (Thales Alenia Space), Roberto Angelini (Program Manager IXV per Thales alenia Space), Luigi Quaglino (Thales Alenia Space). Comunque più è grande il progetto, più sarà grande l’investimento. Questo infatti, ammonta a 150 milioni di euro e prevede l’impegno di un consorzio – a guida italiana – formato da 40 tra aziende, enti di ricerca e università di tutta Europa. Il progetto industriale era iniziato nel 2006 e si è poi sviluppato in fasi successive, fino al veicolo spaziale presentato in questi giorni, che verrà inviato prima del lancio al Centro Estec in Olanda, e poi alla base di Kourou. “In futuro – ha spiegato Giorgio Tumino, capo progetto Esa dell’IXV – una nuova classe di velivoli derivata dall’IXV, con le dovute midifiche potrà essere usata anche come mezzo di rientro sulla Terra per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale, ora vincolati all’uso delle Sojuz russe, oppure per missioni, con o senza equipaggio umano, verso asteroidi o altri pianeti”. “E’ una sfida nuova e affascinante per noi” – dice Roberto Provera, che è direttore Veicoli spaziali abitati e Sistemi di trasporto per Thales Alenia Space. Sono dunque passi importanti che stiamo facendo come Paese e il buon esito (come ci si augura) del volo di ottobre, potrà avere un seguito per lo sviluppo del veicolo, che sarà sempre più vicino nelle caratteristiche ad una vera e propria navetta spaziale in grado di portare in orbita carichi e astronauti. 

 

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