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Alla ministra Guidi e non solo: impari la Costituzione su cui ha giurato

ROMA – Abbiamo visto tutti, quelli che seguono le vicende politiche, il giuramento dei ministri. Cerimonia solenne, Presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, funzionari del Quirinale, ministre e ministri sfilano e giurano sulla Costituzione. 

Bene, bravi un impegno cui non si può venir meno. A noi viene un dubbio ascoltando ministre e ministri che si avvicendano nei talk show, ormai dei veri professionisti di un genere televisivo che sempre più perde pezzi, leggendo dichiarazioni, interviste: che non abbiano letto la nostra Carta  o che l’abbiano dimenticata con il passar degli anni. E non c’è uno straccio di giornalista che aiuti queste eminenti personalità istituzionali a ritrovar la memoria. Viene un secondo  dubbio: che anche  tanti nostri colleghi  abbiano  dimenticato di cosa parla la Costituzione. In fondo a che  serve visto che il top della professione pare diventato l’inseguimento dei politici per  strappare loro  qualche parola.

La “berluscones” del governo: Fiat, azienda privata può fare quel che vuole

Federica Guidi, ministra  per lo sviluppo economico in quanto a perdita di memoria  è una campionessa.  Tutto quello che non le va a genio cade nel dimenticatoio. Vede come il fumo negli occhi le forze sociali, anche Confindustria di cui à stata dirigente, guai a nominarle i contratti nazionale, il conflitto di interessi , visto che è una dirigente della sua azienda non sa neppure dove stia di casa, del resto neppure il premier che l’ha voluta per far piacere a Berlusconi (“abbiamo un ministro” si dice abbia esclamato il pregiudicato, ndr), guarda molto alle formalità, si fa per dire. Non le bastava tutto questo. Eccola esclamare, riferendosi all’operazione con la Chrysler. “Fiat è una azienda privata può fare quel che vuole”. Ha aggiunto: “Non voglio fare il difensore di nessuno, tanto meno della Fiat,ma rispetto agli anni ’80 è un’altra azienda, ha fatto investimenti”. Ma lo sa la ministra quanti sono in cassa integrazione negli stabilimenti  Fiat italiani e nell’indotto? Perde troppo facilmente le memoria questa ministra berluscones.

Costituzione, art.41: Utilità sociale dell’iniziativa economica privata e pubblica

Bene, anzi male. Allora sfogliamo la Costituzione e ci imbattiamo nell’articolo 41 che, guarda caso,  recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini socialI”. Chiarissimo, anche troppo, proprio la ministra dovrebbe svolgere i “controlli opportuni” perché la legge venga rispettata. 

Mentana. Macché Parlamento decidono i leader

Dicevamo che la ministra  non è la sola ad aver perso la memoria.  Mentana e Mieli, sempre più  “pontefice”, in “servizio pubblico”  di Corrrado Formigli, sempre più  sfilacciata e sconclusionata, si sono avventati, in particolare il direttore di La 7, contro Lorenza Carlassare, giurista, costituzionalista, professoressa emerita di diritto costituzionale  all’Università di Padova. Aveva fatto presente che la riforma della Costituzione non si può fare con un accordo privato fra due capi partito. Che il Parlamento veniva esautorato. Apriti cielo, chiuditi terra. Mentana, anche infastidito, ribatteva che sempre sono i leader  che decidono, quasi che il Parlamento fosse un accessorio. Carlassare  “ rea “ di essere fra i firmatari dell’appello che  a proposito di riforme, così si chiamano me è uno scherzo, osava parlare  di “deriva autoritaria”. Di fronte a tanta “autorevolezza “mentanian-mieliana  rimaneva basita. Il suo sguardo diceva tutto.

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