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Marco Bellocchio: retrospettiva al MoMa

Gli Usa tributano dal 16 aprile il grande regista de “I pugni in tasca”

Tutti i miei film mi riguardano. Vengono sempre dopo ciò che è stato vissuto. È il primato della vita con le sue passioni e i suoi fallimenti”

E’ stato negli anni ’60 l’enfant prodige del cinema italiano. Insieme a Pasolini, ha dato un forte “scossone” politico, sociale e psicoanalitico alla settima arte del nostro Paese. A soli 26 anni debuttò con “I Pugni in tasca”, un film che osava dissacrare e criticare un valore intoccabile: la famiglia. 

Alcuni suoi film sono entrati di diritto nella storia del cinema come “La Cina è vicina”, “Nel nome del padre”, “Marcia trionfale” e “Sbatti il mostro in prima pagina”.

Legato intellettualmente al Partito Comunista, è stato comunque sempre un artista libero, indipendente e soprattutto precursore nelle tematiche narrate nei suoi film. Per Marco Bellocchio, 74 anni, arrivo un prestigioso e importante tributo dagli Stati Uniti.

È già annunciata a New York come uno degli appuntamenti più attesi di primavera, la retrospettiva che Luce-Cinecittà e MoMa dedicano, presso i Roy and Niuta Titus Theaters, al cineasta piacentino. Una panoramica complessiva, che inaugura il 16 aprile con l’incontro con la stampa locale e la proiezione serale de “Il regista di matrimoni”, e che fino al 7 maggio farà il punto su un autore all’attenzione di critica e pubblico americani sin dal clamoroso esordio de “I pugni in tasca”, nel 1965.

Ora la grande retrospettiva al MoMa consente alla platea d’oltreoceano di contemplare e verificare la tenuta di cinquant’anni di cinema, in continuo e coerente dialogo con la storia, la politica, la vita pubblica e l’intimo di una società che sconfina dall’attributo di ‘italiana’, per farsi vero, e raro, cinema-mondo.

Dalla folgorante partenza con “I pugni in tasca” al recente “Bella addormentata”, passando dal confronto politico di “La Cina è vicina”, ai corpo a corpo con classici amati della letteratura e del teatro come “Diavolo in corpo”, “Enrico IV”, “La balia”, “Il Principe di Homburg”, agli exploit espressivi degli anni 2000, con capolavori come “L’ora di religione”, “Buongiorno, notte” (sul sequestro Moro), e “Vincere” (sul giovane Mussolini), l’opera di Bellocchio si racconterà – in copie tutte 35mm – con il portato di uno sguardo preciso e mobile, corrosivo e partecipato, mutevole come il tempo che ha radiografato; il segno di un cinema eccezionalmente riconoscibile, insieme radicale e spettacolare, in cui possono convivere opposizioni come la storia e la psiche, la lucida analisi e il gioco. La retrospettiva, che segue i notevoli successi delle due precedenti organizzate da Luce-Cinecittà e Moma su Bertolucci e Pasolini (in una collaborazione ormai ventennale che ha visto portare a New York altri omaggi a grandi autori come Amelio, Virzì, Troisi, Rossellini, De Santis), è accompagnata da altre importanti iniziative. Per l’occasione, Luce-Cinecittà con la Ripley’s Film di Angelo Draicchio ha curato il restauro di due pellicole: “Vacanze in Val Trebbia” (1980) e “Gli Occhi, la bocca” (1982); due episodi peraltro più che peculiari del percorso artistico di Bellocchio. Il 17 aprile, presso l’Istituto italiano di Cultura di New York, sarà presentato il volume “Morale e bellezza – Marco Bellocchio”, curato da Sergio Toffetti e pubblicato da Luce-Cinecittà e Centro Sperimentale di Cinematografia. Più di una guida alla retrospettiva: in italiano e inglese, intessuta di saggi storico-critici, interviste e testimonianze – di collaboratori, attori, sodali del regista – e un ricco corredo fotografico e iconografico (in cui si segnalano le riproduzioni di dipinti e bozzetti di Bellocchio) un’opera autonoma e preziosa che ripropone la vocazione multiespressiva del suo cinema, tra pittura, musica, opera, recitazione, e autobiografia. Infine dal 6 giugno, grazie al progetto “Cinema made in Italy”, nato dalla partnership tra Istituto Luce e il network Emerging Pictures, avrà inizio la distribuzione nelle sale della Grande Mela di “Bella addormentata”. Un’iniziativa importante di programmazione regolare, accanto e usando come volano il grande evento espositivo, per dare continuità di visione al nostro cinema nelle sale degli Usa. Marco Bellocchio sarà presente a New York il 16 aprile per l’inaugurazione della retrospettiva, insieme a Pier Giorgio Bellocchio e Maya Sansa, e all’incontro del 17 aprile all’Istituto italiano di Cultura.

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