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ROMA  – Sono durati circa tre mesi e una settimana gli arresti domiciliari per Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti del Lazio e rinviato a giudizio proprio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul sistema dei rifiuti in regione.

Il gip Massimo Battistini, lo stesso che firmò la misura cautelare eseguita il 9 gennaio, ha stabilito la fine dei domiciliari, imponendo però al patron di Malagrotta il divieto di dimora a Roma.
Fine degli arresti domiciliari anche per i ‘sodalì di Cerroni (secondo i magistrati) Bruno Landi, Piero Giovi, Francesco Rando e Giuseppe Sicignano. Per tutti loro è stata previsto però l’obbligo di firma. Il primo e Rando dovranno presentarsi tutti i giorni in commissariato, Giovi tre volte alla settimana e Sicignano due volte.

 

(Dire)

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