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Alitalia. La trattativa con Etihad continua, i dubbi restano

ROMA – Nonostante la snervante attesa di oggi il nodo Alitalia-Etihad non si è affatto sciolto a seguito della presunta rottura dell’accordo ventilata da Il Messaggero. Da Alitalia non è arrivata nessuna conferma ufficiale e neppure nessuna smentita.

Per diverse ore nessuno ne ha parlato, quasi l’argomento fosse diventato un vero e proprio tabù. Neppure il question time al Senato ha chiuso il cerchio sulle domande che per ore si sono poste giornalisti, passeggeri e soprattutto dipendenti della ex compagnie di bandiera che increduli si domandavano che cosa stesse accadendo. Di certo l’azzardo de Il Messaggero ha scompigliato quel poco di sicurezza che ALitalia serbava per questa alleanza,  l’unica rimasta.

Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi ha cercato di tranquillizzare un po’ tutti, annunciando che non ci sarebbe stata nessuna rottura sulle trattative. Almeno in questa fase  in cui il Governo “non vuole, nè può intervenire, visto che degli accordi societari  non può discutere”. Lupi, tuttavia, sembra ottimista: “Se le risposte dell’Alitalia convinceranno Etihad, si arriverà rapidamente alla lettera di intenti e,  a quel punto,  siamo veramente nella fase finale e poi ognuno farà la sua parte. Il fattore tempo – aggiunge  – interessa tutti anche il Governo. Noi continuiamo a sostenere che l’eventuale alleanza con Etihad è strategica e complementare e che possa funzionare. Ma non entriamo nell’accordo. Lo faremo per quello che è di competenza del Governo e, cioè, per le questioni che riguardano il piano industriale, lo sviluppo strategico e il piano occupazionale”. 

Insomma, mica  questioni di poco conto spettano all’Esecutivo, visto che si è parlato di un piano industriale che prevede 3mila esuberi. Tuttavia qualcosa deve essere pur successo tra le parti perchè, come lo stesso ministro conferma, una lettera in cui la compagnia emiratina pone delle condizioni precise, era arrivata a destinazione già 24 ore fa. Alitalia, per farla breve, dovrebbe dare una risposta proprio in queste ore, mentre la trattativa è ancora in corso. Lupi ha assicurato che  Alitalia sta prontamente rispondendo alle puntuali osservazioni inviate dall’amministratore delegato Hogan. “Siamo nelle fasi finali della trattative – ha aggiunto il ministro – e se le risposte convinceranno Etihad, immagino che si arriverà prontamente alla lettera d’intenti”. 

Quindi non possiamo fare altro che aspettare l’esito dell’incontro e soprattutto conoscere quali sono le precise condizione poste da Etihad. Di sicuro e senza troppi preamboli il governo dovrà fare la sua parte che non è affatto marginale, come tentano di farci credere. Se Etihad chiede veramente delle garanzie è inevitabile che si finirà a parlare anche e soprattutto di un piano nazionale del trasporto aereo italiano, capace di mettere un po’ di ordine in questo delicatissimo settore. Questo è essenziale.

Pare improbabile, infatti, che Etihad venga ad investire un’ingente somma di denaro in un Paese dove le regole non sempre vengono rispettate da tutti. Parliamo chiaramente di alcuni vettori low cost, per i quali lo Stato continua a chiudere un occhio. E non è cosa da poco.

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