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De-Liberiamo Roma, al via la campagna per un altro modello di città

ROMA – L’impegno è stato mantenuto. Nonostante l’ora piuttosto insolita per un appuntamento generale, alle 9 di mattina il foyer del Teatro Valle Occupato trabocca di gente. Si vociferava di un flash mob a giustificazione, che avrebbe poi dato vita alla conferenza stampa, ma in realtà era una falsa pista. La verità è che un’ora dopo quelle duecento persone si erano spostate a Via del Governo Vecchio 39, e spalancavano le porte della storica Casa delle Donne. 

E’ lì, nel luogo dove si è affermata l’emancipazione della donna, dove si è combattuto contro la violenza e gli aborti clandestini fino alla conquista della legge 194, straordinario simbolo dell’uso pubblico di un edificio in disuso nel cuore della capitale, che questa mattina si è tenuta la conferenza stampa con la quale la campagna comune De-Liberiamo Roma è stata ufficialmente lanciata. 

Il 15 febbraio scorso l’assemblea cittadina convocata al Teatro Valle Occupato l’aveva annunciata: il lavoro è stato fatto, e la prima tappa è stata raggiunta. La campagna ora prevede una fitta raccolta firme in tutti i Municipi, per quattro delibere che insieme ridisegnano un altro modello di città, insieme ad una quinta delibera già consegnata, ovvero quella per l’uso pubblico dell’ex manicomio, per il quale l’Associazione Ex-Lavanderia sta ora raccogliendo le firme per il progetto di legge regionale. Si tratta della tutela del servizio idrico per tutti, contro i distacchi, attraverso la ripubblicizzazione di Acea; del finanziamento della scuola d’infanzia pubblica fino ad esaurimento della domanda e lo stop definitivo di fondi pubblici alle private; dell’uso pubblico del patrimonio in dismissione per dare case a canoni popolari, creare sedi di lavoro per rilanciare l’iniziativa giovanile, e luoghi di arte e cultura; e ultima l’uso sociale di Cassa Depositi e Prestiti, perché torni ad avere la funzione originaria attraverso la quale gli enti locali potevano, e potrebbero, ottenere prestiti a tassi agevolati e non di mercato, per sostenere tutti i percorsi di ripubblicizzazione proposti e in generale i servizi pubblici e le infrastrutture di cui la città ha bisogno.

Non ultima quindi perché fonte di un cambiamento di rotta sostanziale rispetto alle politiche di rientro del debito, che a livello nazionale e cittadino strozzano ogni possibilità di rilancio del pubblico. “242 miliardi di euro – ricorda Andrea Maggi, Forum Nuova Finanza pubblica e sociale, presentando la delibera in conferenza stampa – di cui ne basterebbero 60 per acquistare tutte le banche italiane. Figuriamoci finanziare opere e servizi pubblici, che sono peraltro il motivo per cui Cassa Depositi e Prestiti è nata, nel lontano 1850”. “Proprio oggi infatti – sottolinea Salvatore Altieri del comitato promotore – mentre noi saremo in Campidoglio a depositare le delibere, comincia la discussione sul piano di rientro”, quello per intenderci che fa capo al Salva-Roma, qui ribattezzato Svendi-Roma dai tanti comitati, occupazioni, centri sociali e associazioni che danno vita alla campagna. 

“Marino ha due opzioni: può consegnarsi mani e piedi a Renzi e alla Troika, svendendo la città alla speculazione privata, e può decidere di fare il sindaco accogliendo le proposte dei cittadini, ridisegnando la città insieme a loro sulla base dei bisogni reali”. E’ Sandro Medici a dirlo, presente come sempre nonostante l’impegno per la candidatura nella lista Tsipras alle prossime elezioni europee del 25 maggio. Ma non poteva non essere qui un protagonista della restituzione del patrimonio, valorizzato da abitazioni, da luoghi di lavoro, da centri culturali come da centri antiviolenza,  e per questa via, della restituzione del ruolo originario di un amministratore, quale è stato da presidente del X (oggi VII) Municipio. 

Ma i protagonisti oggi qui sono tutti quelli che giorno per giorno a Roma tutelano i beni comuni e rendono un servizio alla città: sono Scup, Casale PachaMama, Cinecittà bene comune, Teatro Valle Occupato, Associazione per la scuola della Repubblica, Cinema Palazzo, Scuola popolare “Corto Circuito”, Crap, Action, Anpi, per citarne solo alcuni. E poi le sigle sindacali, dall’Usb all’Flc Cgil, dalla Rete 28 aprile all’Unicobas a Cub, e ancora Prc e Sel di Roma, Sinistra Anticapitalista, Ross@, Pdci, Partito Umanista. 

Una “coalizione” trasversale, che solo il radicamento nel territorio e la conoscenza dei bisogni reali, insieme alla volontà di affermazione di una politica non delegata, attraverso la partecipazione attiva, hanno potuto mettere insieme, per un percorso che si preannuncia ricco di iniziative. Il 25 aprile, che darà il via alla raccolta firme, molti banchetti sono già stati organizzati all’interno delle diverse iniziative che festeggiano la liberazione: al Parco degli Acquedotti, promotore Cinecittà bene comune, al Parco di S. Sebastiano, dove si terrà un concerto a cura dell’Angelo Mai, determinato a non mollare la battaglia per riavere la sede sgomberata da un mese, al parco dell’Ex Snia dopo un corteo che attraverserà il quartiere Vigneto, al Centro Sociale Brancaleone. Queste le prime iniziative, che sono sempre aggiornate e consultabili sul sito  HYPERLINK “http://www.deliberiamoroma.orgwww.deliberiamoroma.org, online da oggi, mentre già sono in calendario le prossime per il 1 maggio, e così via fino al 22 luglio, giorno della consegna delle 20.000 firme totali necessarie.

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