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Tensione tra Russia e Ucraina. Vicepresidente Usa: “Russia ritiri truppe o rischia isolamento.”

ROMA:  È sempre alta la tensione tra Mosca e Kiev sul rispetto degli accordi di Ginevra, un’intesa raggiunta da Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Ucraina lo scorso 17 aprile, al fine di allentare la situazione in Ucraina e promuovere un dialogo tra le parti per uscire dalla crisi, ma che sembra non aver ancora portato il risultato voluto.

Il clima non si distende: sabato sera a Sloviansk, città della regione di Donetsk, nella russofona Ucraina orientale, insorti filorussi hanno sequestrato Irma Krat, di 29 anni, una reporter e attivista di Maidan, caporedattrice di Hidden Truth Tv e leader di un’unità di ‘Autodifesa’ femminile durante la rivolta di Maidan. Ora la giovane sarebbe detenuta con un altro giornalista: il 22enne Serghii Lefter, della fondazione ‘Open Dialogue’. Domenica, sempre nella città di Sloviansk, uno scontro a fuoco a un posto di blocco eretto da militanti filorussi. Il Cremlino si è definito “oltraggiato” e ha accusato Kiev e gli “estremisti di destra”. L’intelligence ucraina ha risposto: “Una messinscena attuata da sabotatori armati dai servizi militari russi”. L’autoproclamato sindaco della città ha imposto addirittura il coprifuoco, mentre giunge a Mosca la richiesta di intervento in Ucraina a protezione della minoranza russofona.
Ieri sera, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, accusava l’Ucraina di cercare la guerra civile e di non fare nulla per eliminare le cause della profonda crisi, violando così gli accordi di Ginevra. Ha osservato: “Gli accordi non specificano l’arco temporale ma le misure devono essere prese urgentemente”.


Oggi il vicepresidente Usa, Joe Biden, ha incontrato i vertici del governo ucraino: il presidente Alexandr Turchinov, il premier Arseny Yatsenyuk (che il 26 aprile sarà ricevuto dal Papa) e i deputati della Rada Suprema, il Parlamento di Kiev. Biden assicura l’appoggio degli Usa all’Ucraina per affrontare “minacce umilianti”, ha affermato che le elezioni che si terranno a maggio a Kiev saranno “le più importanti” della storia ucraina e ha sottolineato che la priorità per gli Stati Uniti è aiutare l’Ucraina a rendersi indipendente dalle forniture energetiche russe. Rivolto poi al Cremlino, Biden ha detto che è tempo che la Russia “smetta di parlare e inizi ad agire” per ridurre le tensioni in Ucraina. E ha intimato: la Russia deve ritirare le sue truppe alla frontiera e smettere di “sostenere gli uomini che si nascondono dietro delle maschere” altrimenti rischia un “maggiore isolamento”.


Intanto il capo della diplomazia russa, Serghey Lavrov, che lunedì aveva attaccato duramente Kiev per aver “violato gli accordi di Ginevra” mirati ad evitare l’escalation del conflitto, si rivolge agli Usa chiedendo di lavorare per convincere le autorità ucraine a rispettare gli impegni presi. Durante un colloquio telefonico con il suo omologo americano John Kerry, Lavrov “ha chiesto al segretario di Stato di agire su Kiev perché teste calde non provochino un conflitto sanguinoso e incoraggino i responsabili ucraini a rispettare rigorosamente i loro obblighi”. Più tardi, Lavrov, ministro degli esteri, ha risposto anche a Biden: “Prima di metterci di fronte a degli ultimatum, di chiederci di adempiere nel giro di due o tre giorni all’impegno e di minacciarci di sanzioni, invitiamo urgentemente i nostri partner americani a riconoscere la piena responsabilità su coloro che hanno fatto salire al potere in Ucraina e che cercano di proteggere, chiudendo gli occhi di fronte agli insulti di questo regime e dei combattenti su cui esso poggia”.
Data la situazione, anche l’Unione europea ha richiesto a tutte le parti di rispettare i termini dell’accordo: ”Abbiamo visto dei segni positivi, ma tutto ciò che è contenuto nell’accordo dovrà essere rispettato”, ha detto Michael Mann, portavoce del capo della diplomazia europea Catherine Ashton.

Le sanzioni previste dal non rispetto dell’accordo sembrano non spaventare il premier russo Dmitri Medvedev, il quale tiene a precisare che Mosca è pronta a “minimizzare” gli effetti delle eventuali nuove sanzioni occidentali e ha spiegato che  “il governo è pronto ad agire nelle nuove condizioni, quando la priorità diventa la protezione dell’economia e dei cittadini da azioni ostili che potrebbero derivare dall’escalation della situazione politica esterna”.  Ha anche sottolineato l’inutilità dello scambio di ‘blacklist’ tra Russia e Occidente, defindendolo un “vicolo cieco assoluto” e ha aggiunto: “Il governo non consentirà che i nostri cittadini diventino ostaggi di giochi politici”. C’è di più: il premier russo non ha risparmiato critiche alla partecipazione alle sanzioni Usa contro la Russia di Visa e Mastercard che il mese scorso hanno interrotto le operazioni per i clienti di alcune banche russe, dopo l’annuncio di sanzioni americane, in seguito all’annessione della Crimea alla Russia. Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha quindi annunciato a fine marzo che la Russia creerà un proprio sistema di pagamento elettronico, sul modello di Giappone e Cina.

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