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Ucraina, accordi non rispettati. Aumenta pericolosamente la tensione

ROMA – Continua a salire notevolmente la tensione in Ucraina dell’est vista la ripresa delle operazioni “antiterrorismo” contro gli eserciti filorussi. 

Stando alle parole del vice premier ucraino Vitaly Yarema, le operazione sono riprese (portando così al fallimento degli accordi di Ginevra dello scorso 17 aprile) successivamente al ritrovamento nell’area della città di Slaviansk di due cadaveri brutalmente torturati. I corpi erano stati rinvenuti nella giornata di sabato 19 aprile ma, a causa del loro stato, identificati solamente 4 giorni dopo. Uno dei due copri, con evidenti segni di tortura, è stato identificato come quello di Vladimir Rybak, membro del consiglio comunale di Gorlovka, centro urbano nei pressi di Donetsk che nei giorni passati è stato fulcro di profonde critiche nei confronti dei filorussi. Ad avallare il collegamento fra i filorussi e l’uccisione di Rybak un video che mostra l’aggressione, prima verbale poi fisica, di quest’ultimo da parte di diversi uomini, alcuni dei quali con il volto coperto e in divisa militare. Il ritrovamento del cadavere dell’ex membro del consiglio comunale è stata quindi la causa scatenante che ha portato il governo Ucraino a riprendere le operazioni militari nei confronti delle terre ad est. Mosca ha risposto con fermezza affermando che se i suoi interessi in Ucraina venissero compromessi non indugerà nell’agire come in Georgia nel 2008, ovvero attraverso la mobilitazione dell’esercito. La minaccia è stata mossa dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il quale ha affermato “Se i nostri interessi, i nostri interessi legittimi, gli interessi dei russi saranno attaccati direttamente, come per esempio è accaduto nell’Ossezia del sud, non vedo altro modo che rispondere, nel rispetto del diritto internazionale”. Putin, in riferimento alla ripresa delle operazioni militari da parte del governo ucraino, commenta definendo l’atto “un crimine grave”. “Se il regime attuale a Kiev ha veramente iniziato ad usare l’esercito contro il popolo si tratta di un crimine grave. E’ un’operazione di repressione che avrà conseguenze su coloro che prendono decisioni, in particolare sulle relazioni tra i governi”.


Nonostante l’estremo aumento di tensione e la poca forza dell’accordo di Ginevra, l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Catherine Ashton ribadisce che tutte le parti che hanno firmato l’accordo devono garantire che le condizioni siano pienamente attuate, soprattutto per ciò che concerne lo scioglimento dei gruppi armati illegali, quindi la  consegna delle armi e il rilascio dei prigionieri. Allo stesso modo, ancora su una linea diplomatica, si mantengono gli Stati Uniti, che non escludono nuove sanzioni nei confronti della Russia. Inoltre Barack Obama ha dichiarato che il governo americano sta organizzando i “preparativi” delle operazioni da attuare nel caso in cui l’accordo raggiunto tra Russia, Usa, Unione Europea e Ucraina non porti ai risultati promessi, eventualità che sembra si stia già verificando. 

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