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25 Aprile. A Roma si chiude la manifestazione tra tensioni e polemiche

ROMA – «Voglio salutare tutti gli antifascisti che hanno combattuto per l’Italia e tutti quelli che sono quo oggi. È necessaria l’unità di tutti gli antifascisti per difendere un Paese che sta andando a rotoli». Lo ha sostenuto dal palco il presidente dell’Anpi di Roma e provincia, Ernesto Nassi, rivolgendosi ai manifestanti della Brigata Ebraica che hanno polemizzato contro la decisione di chiudere in anticipo la manifestazione, cancellando alcuni interventi dal palco.

«Almeno un saluto ce lo dovevi», ha sostenuto rivolgendosi a Nassi una rappresentante della Brigata Ebraica salita sul palco per esporre l’elenco dei morti della Brigata durante la Seconda Guerra Mondiale. Dall’altra parte della piazza, i sostenitori della causa palestinese hanno ripreso a inveire contro i rappresentanti della Brigata Ebraica, chiamandoli «fascisti». Dal palco il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, si è rivolto loro dicendo: «Siamo tutti antifascisti e tutti sosteniamo la resistenza». Gli animi si sono così ulteriormente scaldati e le due fazioni hanno ripreso a fronteggiarsi e sono state divise da un cordone di agenti della Guardia di finanza in assetto anti-sommossa. Al momento continuano gli insulti e le polemiche, da una parte all’altra della «barricata» delle forze dell’ordine che stanno rinforzando il cordone e cercando di disperdere i manifestanti. 

Commentando quanto accaduto al termine della manifestazione, il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha affermato: «Non possiamo accettare di essere tacitati da una folla inferocita che pressando le forze dell’ordine di fatto ha impedito al rappresentante della brigata ebraica, che è un organizzatore dell’evento, di poter fare il suo intervento. Non si può stare sul palco e sentirsi

dare del fascista. Per questo – ha chiarito Pacifici – sono sceso dal palco, per dimostrare che non abbiamo paura di nessuno. Questa è una provocazione di gruppi estranei all’organizzazione di questa manifestazione». Di contro, una delle manifestanti appartenenti al gruppo dei sostenitori della causa palestinese, ha spiegato: «Il nostro gruppo, arrivato per ultimo in piazza perchè fermato dagli organizzatori, stava ascoltando pacificamente gli interventi dal palco attendendo e sperando che l’Anpi facesse chiarezza su quanto successo al Colosseo. Invece – ha proseguito – siamo stati provocati da

membri della comunità ebraica che sono saliti sul palco e hanno iniziato a inveire. A quel punto, per colpa loro, la situazione è degenerata».  A proposito di quanto successo stamattina al Colosseo, la comunità ebraica sostiene che a iniziare le provocazioni siano stati i sostenitori della Palestina che avrebbero aggredito anche un piccolo gruppo della Brigata ebraica rimasto indietro rispetto ai loro compagni partiti in corteo. Dall’altra parte, i filo-palestinesi sostengono di essere stati aggrediti dalla Brigata ebraica appena usciti dalla metropolitana e di essere stati bloccati lì, con l’ordine di non accodarsi al corteo se non dopo molto tempo. 

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