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ROMA  –  Di fronte alla crisi che continua ad avanzare incessantemente, le famiglie italiane tagliano gli sprechi o li annullano totalmente.  E’ la Coldiretti a riferirlo parlando di un ritorno all’economia domestica in quasi tre famiglie su quattro. 

Dall’indagine di  Coldiretti/Ixè  relativa agli effetti della crisi sulle tavole degli italiani nel 2013 emerge che una percentuale del 26 per cento – precisa Coldiretti – non ha cambiato il proprio comportamento. Tra chi ha tagliato gli sprechi – sottolinea Coldiretti – l’80 per cento fa la spesa in modo più oculato, il 37 guardando con più attenzione alla data di scadenza e il 26 riducendo le dosi acquistate, ma il 56 per cento riutilizza quello che avanza.

Il risultato è stato che – continua la Coldiretti – si è verificato il drammatico crollo storico della spesa, con le famiglie che hanno tagliato dal pesce fresco (-20 per cento) alla pasta (-9), dal latte (-8) all’olio di oliva extravergine (-6) dall’ortofrutta (-3) alla carne (-2) mentre aumentano solo le uova (+2 per cento), sulla base dell’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primi undici mesi del 2013. L’andamento della spesa – sottolinea Coldiretti – riflette anche la tendenza a privilegiare l’acquisto di materie prime di base come farina (+7 per cento), miele (+12) ma anche dei preparati per dolci (+6), in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4 per cento. Cambia dunque il carrello della spesa degli italiani dove trovano più spazio le materie prime per la preparazione dei cibi a scapito di cibi pronti come ad esempio le merendine in calo del 3 per cento in valore o dei gelati che crollano del 7. A cambiare sono anche i luoghi tradizionali della spesa con 15 milioni di italiani che nel 2013 hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori (+25 per cento) che sono l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi.

Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica – spiega la Coldiretti – si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. I mercati degli agricoltori promuovono la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. L’attenzione alla spesa e il contenimento degli sprechi – sottolinea la Coldiretti – sono forse gli unici aspetto positivi della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. Sulle tavole tornano ad esempio i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Ricette che non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come – continua la
Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta. I piatti anti-spreco sono tanti: si possono preparare ottime polpette recuperando della carne macinata avanzata semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per riutilizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia. Se avanza del pane, invece, si può optare per la classica panzanella per arrivare alla più tradizionale ribollita che utilizza cibi poveri come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Ma anche la frutta può essere facilmente recuperata se caramellata, cotta per diventare marmellata o semplicemente in macedonia. 

 

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