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Prima timida apertura sulla eleggibilità al Senato della Repubblica. Possibile una mediazione tra il Ddl del Governo e quello di Vannino Chiti

ROMA – L’incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sembra aver schiarito le idee al Premier Matteo Renzi, che partecipando alla trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata, per la prima volta ha aperto ad una ipotesi alternativa di riforma all’attuale percorso legislativo, disegnato per cambiare l’elettività del Senato della Repubblica. Nella sostanza potrebbero duque profilarsi nuovi scenari, frutto di mediazioni sul Ddl Governativo, su quello di Vannino Chiti ed altri senatori e sulle proposte avanzate da Anna Finocchiaro e raccolte anche da Calderoli per la Lega. Per la prima volta Renzi prende dunque in considerazione l’ipotesi di rinunciare alla non eleggibilità dei senatori, tutto questo, però ad una condizione: si dovrà pensare ad un’elezione di secondo livello e non popolare e su questo il Premier si dice convinto di arrivare a dama: “Su questo punto troveremo una mediazione. Oggi la linea di fondo è che i consiglieri regionali individuano al loro interno quale consigliere va al Senato. Può essere un punto di mediazione, a me basta che i consiglieri non immaginino di stare dalla mattina alla sera in Senato”. La speranza, ora, è di portare a casa il risultato entro, e non oltre, il turno elettorale europeo. Sul punto il Premier nutre una concreta speranza di riuscirci: “Spero di sì, ma non mi impicco alla data. Pensiamo ci siano le condizioni, ma se vogliamo prenderci una settimana in più diamogliela, l’importante è che la riforma si faccia. Anche perché, la cosa che la gente mi dice quando la incontro è non mollare e non ti scoraggiare, come se avvertissero chiaramente che c’è il tentativo di cambiare le cose e poi c’è una palude di sabbie mobili che ti vuole inghiottire”. Quanto alle polemiche in casa Pd, Renzi non alza i toni ed anche in questo caso evita ulteriori frizioni con la componente di sinistra del partito e forse, consigliato anche da Giorgio Napolitano, non chiude la porta ad una intesa con tutte le componenti parlamentari: “Berlusconi ha chiesto di cambiare alcune cose e credo sia del tutto legittimo che le riforme si facciano ascoltando Berlusconi e Grillo e, non c’è dubbio, anche la minoranza del Pd, che abbiamo già ascoltato più volte. Anche sulla legge elettorale, per la quale si può discutere se la soglia del 37 per cento sia da cambiare”. Quanto alla competizione elettorale delle Europee Renzi, non fa promesse di grandi risultati. Potrebbe anche accontentarsi di avere un voto in più di quel 25% ottenuto nell’ultima competizione. Sul punto, però, gli scenari e soprattutto i sondaggi sono abbondantemente diversi, visto che danno il suo partito abbondantemente al di sopra del 30%.

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