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ROMA – Oggi è la giornata Mondiale delle Vittime dell’amianto e in occasione di questa ricorrenza, l’associazione Familiari e Vittime (Afeva Sardegna Onlus), che ribadisce il diritto alla salute, al lavoro sicuro, salubre e svolto in sicurezza, ha organizzato a Cagliari una manifestazione per questa mattina alle ore 9:30, con un breve corteo pacifico dei lavoratori esposti ed ex esposti, dei familiari e dei cittadini sensibili al tema, che si concluderà con un sit-in di fronte al palazzo della Regione.

Una protesta nata anche per “rivendicare la piena contrarietà alle promesse, anche scritte, ma non mantenute o falsamente difese, per la mancata attuazione – ha spiegato l’Associazione – da parte del precedente Governo regionale, dell’ordine del giorno 13 giugno 2012 e per l’esclusione, da parte del Governo nazionale, della gran parte dei lavoratori sardi esposti all’Amianto, compresi i militari, dal riconoscimento dei benefici previdenziali”. Intanto oggi pomeriggio nel palazzo della Regione a Cagliari è previsto un incontro preliminare fra l’Afeva Sardegna e la presidenza della Regione per discutere del problema amianto, di previdenza e di prevenzione. Ogni 5 minuti una persona nel mondo muore a causa dell’amianto: 120.000 persone ogni anno ne sono vittime. In Italia ci sono 4.000 morti l’anno. La strage provocata dall’amianto è uno dei più grandi “crimini di pace” del XX secolo. Ma l’amianto non è un poblema del passato, ma lo è sopratutto del presente e del futuro. In Italia ci sono ancora 32 milioni di tonnelate di amianto da bonificare a cui vanno aggiunte anche altre bonifiche: ad esempio quella delle reti degli aquedotti con migliaia di km di tubazioni in cemento e amianto per l’acqua “potabile”; bonifiche anche per le scuole, per gli edifici pubblici e per i siti industriali dismessi. Bonificare gli ambienti e i luoghi di lavoro, dunque, è un problema non più rinviabile: è una vera e propria emergnza ambientale, sociale e sanitaria. Sabato scorso, il 26 Aprile, anche a Sesto S. Giovanni è stato fatto un corteo cittadino per ricodare le vittime dell’amianto. “Nel 2012 – ha spiegato Gigi Garau dell’Afeva – le morti legate all’amianto accertate dall’Inail in Sardegna sono state tre. Ma siamo consapevoli, anche per riscontri con la Asl, che i casi potrebbero essere molti di più”. La stessa Afeva in una nota sintetizza il quadro della situazione. “In Italia, ogni anno, a causa dell’amianto, tra mesoteliomi, tumori al polmone e agli altri organi bersaglio muoiono oltre 4 mila persone, 11 morti evitabili al giorno”. Alcuni partecipanti ai cortei, hanno indossato le tute bianche e le mascherine simbolo dei pericoli legati alla contaminazione da amianto, altri hanno portato in giro dei palloncini bianchi su cui erano scritti i nomi di alcune delle vittime, per poi lasciarli volar via. Anche il comitato permanente esposti amianto di Messina ha organizzato alle 9 un corteo per la giornata mondiale vittime dell’amianto. Il corteo è partito stamane dalla Chiesa Madonna della Catena della frazione di Archi di San Filippo del Mela e arriverà a Milazzo. “Abbiamo ritenuto opportuno, – ha spiegato il presidente del comitato Salvatore Nania – in considerazione delle vittime della Sacelit di San Filippo del Mela, della Società Pirelli di Villafranca Tirrena, della Raffineria di Milazzo, della Centrale elettrica di San Filippo del Mela, delle industrie della Valle del Mela, delle Ferrovie dello Stato, dei Cantieri Navali, dei cittadini e dei familiari degli ex esposti Amianto e Ambientale, di organizzare questo corteo per non dimenticare la strage avvenuta in provincia di Messina”. Quasi 2500 morti per mesotelioma e 189 nuovi casi l’anno, mentre migliaia di riconoscimenti dei contributi pensionistici restano bloccati in seguito all’inchiesta aperta quasi nove anni fa: è la drammatica contraddizione dell’amianto, che è il tema conduttore della giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro anche a Genova. Un corteo è partito anche da qui, dalla stazione Marittima per arrivare fino al Circolo dell’Autorità Portuale di via Albertazzi e partecipare all’assemblea organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Giustizia per le vittime e un lavoro sicuro per chi ancora rischia di ammalarsi. È questa la richiesta che viene gridata forte in queste manifestazioni da ogni parte del’Italia. 

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