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CALTANISETTA – «Nei giorni successivi alla strage di via d’Amelio non escludo di aver incontrato il colonnello Mori anche se non ricordo nulla di questo incontro. Sarà sicuramente stato molto breve». Lo ha detto l’allora parlamentare e segretario regionale del Pci in Sicilia e componente della commissione Antimafia, Pietro Folena, deponendo a Caltanissetta, al Borsellino quater.

«Ricordo che dopo l’attentato di via d’Amelio, incontrai molti responsabili delle forze dell’ordine. Il turbamento dopo le stragi era profondissimo. Eravamo in allarme anche perchè erano circolati molti documenti anonimi. Venne anche costituito un gruppo di lavoro per evitare infiltrazioni mafiose, soprattutto in Sicilia, nell’aggiudicazione degli appalti pubblici», ha aggiunto Folena e ha puntualizzato: «Dopo l’omicidio Lima, ho avuto la percezione che Mannino e Vizzini fossero impauriti. Vizzini disse che era stato minacciato». 

Il teste ha parlato anche dell’interrogazione parlamentare da lui presentata nel 92, dopo la strage di Capaci, per sollecitare un’azione disciplinare nei confronti dell’allora capo della Procura  di Palermo Giammanco, dopo le notizie di stampa sulle tensioni all’interno dell’ufficio giudiziario. Il processo riprenderà il 6 maggio, quando sono citati a deporre il magistrato Massimo Russo e Luciano Violante. 

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