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La leader della Cgil denuncia la grave congiuntura che penalizza soprattutto le giovani generazioni. Nuovo dato shock dalle percentuali Istat: inoccupati al 12,7%

ROMA – “Sarà un Primo Maggio caratterizzato dal lavoro che non c’è, soprattutto per i giovani”. Con queste parole sferzanti Susanna Camusso ha aperto la conferenza stampa dedicata alle Festa dei lavoratori del primo maggio. E’ chiaro come la situazione sia drammatica sul terreno dell’occupazione, con un continuo replicarsi di statistiche che ci descrivono, numeri alla mano, perdite consistenti di occupati e cassa integrazione a livelli mai toccati e per tutti i comparti produttivi. Altrettando drammatica è poi la condizione dei nostri giovani, che ormai sono costretti, in milioni, a restare fuori dal circuito produttivo e con poche speranze, nel breve periodo di sperimentare qualche tipo di lavoro. Sul punto la Camusso è stata categorica parlando apertamente di “festa della disoccupazione più che del lavoro.  Con la disoccupazione che continua a crescere, non usciremo dalla crisi”. La leader della Cgil parla poi di vertenze aperte e difficili come quella dell’Electrolux. “Una situazione difficile, finora non si vede una soluzione, non c’è salvaguardia delle prospettive. E’ un simbolo, per dire che la soluzione non può essere ridurre i salari dei lavoratori. Tante sono le situazioni preoccupanti: si è appena spento l’altoforno di Piombino, su cui gli ultimi tre governi hanno grandi responsabilità per il mancato intervento. Anche l’Ilva di Taranto ci preoccupa molto, la sua crisi passa per l’esistenza stessa del settore siderurgico nel nostro paese. Bisogna innovare i settori tradizionali, non chiuderli, c’è ancora necessità dell’acciaio. Al centro la salvaguardia del lavoro per chi ce l’ha, l’innovazione e le prospettive, ma anche il tema del lavoro che non c’è per i giovani”. Ma l’impegno dei sindacati e della Cgil in particolare non si concluderà con la mobilitazione del 1 maggio. Dal 2 al 4 maggio a Rimini si terranno le Giornate del Lavoro. Sono previsti molti incontri, come ha ricordato Camusso, a partire da venerdì sera con il presidente della Camera, Laura Boldrini, intervistata dalla giornalista Natalia Aspesi. “Il nostro obiettivo nelle Giornate è interloquire con tanti soggetti: ci sarà una lectio magistralis di Prodi, poi i dibattiti con ministri e dirigenti della Cgil”. Non mancheranno i momenti di intrattenimento, sempre impegnati, come lo spettacolo “Ferite a morte” di Serena Dandini sul tema del femminicidio. Il 5 maggio sarà invece una giornata “internazionale”, dedicata al tema dell’Europa. Tornando al tema caldo dell’occupazione non possiamo non osservare i numeri resi noti dall’Istituto Nazionale di Statistica. Si tratta di analisi impietose che arrivano proprio alla vigilia della Festa dei lavoratori, a leggere i dati di marzo, il tasso di disoccupazione complessiva, ovvero per tutte le età sembra ormai viaggiare sparata verso il 13%, una percentuale da brividi nel panorama continentale.  Ma ecco il dettaglio di quanto l’Istat, nella giornata che anticipa il primo di maggio, ci ha reso noto: “A marzo 2014 gli occupati sono 22 milioni 356 mila, in aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente (+73 mila) ma in diminuzione dello 0,6% su base annua (-124 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, aumenta di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali ma diminuisce di 0,2 punti rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 248 mila, diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-5 mila) ma aumenta del 6,4% su base annua (+194 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma in aumento di 0,7 punti nei dodici mesi. I disoccupati tra i 15-24enni sono 683 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,4%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,7%, sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 3,1 punti nel confronto tendenziale. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,5% rispetto al mese precedente e dell’1,2% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 36,2%, diminuisce di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti su base annua”. Numeri che dovrebbero preoccupare il Governo e soprattutto il Presidente del Consiglio Renzi. Sul punto dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, la partita che gioca l’ex Sindaco di Firenze, è determinante, quasi e forse di più di quella delle riforme, e forse, andrebbe messa al centro dell’agenda di Governo.

 

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