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Riforma Pa. Dettori (Fp Cgil) a Renzi: chi è per la conservazione è lei

 

ROMA – Dal Congresso della Cgil sono arrivate risposte a Renzi  sia sul problema del rapporto con i sindacati, le forze sociali, il rifiuto di un confronto che non sia solo ascolto  sia sui problemi economici e sociali, sulle riforme istituzionali, dalla legge elettorale, al  Senato, al titolo V della Costituzione.

Critiche di fondo sono state avanzate ai disegni di legge in discussione, sono state chieste modifiche.  In particolare  per quanto riguarda la riforma della pubblica amministrazione  sia nella relazione di Susanna Camusso che negli interventi dei segretari  generali di Cisl e Uil è stato ricordato a Renzi che proprio dai sindacati confederali sono arrivate , da tempo, proposte di riforma iunsieme alla rivendicazione dello sblocco dei contratti fermi da molti anni che riguardano circa 3.200.000 lavoratori. Senza il confronto con i sindacati, è stato detto, non si fanno le riforme. A Renzi, non presente al Congresso si  è rivolta direttamente Rossana Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil. “Noi più di lei vogliamo – ha detto- una riforma della Pubblica amministrazione vera, fatta non di annunci, ma di atti concreti, di riorganizzazioni profonde, di razionalizzazioni intelligenti. Noi, ben prima del suo avvento – ha continuato –  abbiamo elaborato una nostra proposta di riforma che rimette al centro il cittadino, il suo bisogno di protezione, i suoi diritti”. 

A differenza dei 44 punti abbiamo elaborato un vero progetto

“A differenza di altri, lavoriamo da anni affinché dai processi di spending esca una amministrazione più forte e agile, capace di dare risposte, più inclusiva ed accogliente. Noi- ha affermato – rivendichiamo su quella proposta e sullo stesso significato di perimetro pubblico un confronto preventivo che lei, io penso per semplice mancanza di coraggio, non per modernismo, si attarda ad offrire. A differenza dei 44 punti proposti dal governo, noi ci siamo spinti in una elaborazione di un progetto ben più coraggiosa dell’assemblaggio di proposte e norme già vecchie e in parte già realizzate nei fatti” proposte dal governo.

Riformare non può significare impoverimento del lavoro e dei lavoratori

E lo abbiamo fatto consapevoli che riformare può significare anche ridurre – ha detto ancora il segretario Fp -, che riorganizzare può comportare stravolgimenti, ma che mai e poi mai riformare può significare ritrarsi, abbandonare il campo, restringere l’alveo delle prestazioni ai cittadini, impoverire ulteriormente lavoro e lavoratori, come fa, ad esempio il decreto legge Poletti. Caro Presidente Renzi – ha  concluso Dettori – sotto questo aspetto, la rassicuro, chi è per la conservazione è lei, non noi”.

 

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