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“The German Doctor –Wakolda”. Una storia vera, spietata e intrigante. Recensione. Trailer

ROMA – Durante il viaggio da Buenos Aires a Bariloche, la “Svizzera del Sudamerica”, una famiglia argentina si imbatte in un distinto medico tedesco alla ricerca di una guida per attraversare il deserto. Enzo, il capofamiglia si offre di fare strada al tedesco, che lo seguirà a bordo della sua Chevrolet celeste. 

Ed è così, per puro caso, che Eva, Enzo e i loro figli: Tomas, il maggiore, Lilith,12 anni e il piccolo di 5, incontreranno, a propria insaputa, Josef Mengele, l’Angelo della morte, uno dei più grandi criminali nazisti. Tra le più gravi atrocità recriminate al medico delle SS: le sperimentazioni compiute su cavie umane – per lo più bambini – selezionati nel campo di prigionia di Auschwitz, per ottenere “la tanto auspicata purezza della razza”. 

Siamo nel 1959 e nessuno a Bariloche – nota località sciistica della Patagonia – fa’ caso ai tanti tedeschi che vivono lì, perfettamente integrati nella comunità, sebbene molti di loro non siano turisti qualsiasi, ma ex nazisti in fuga dal Mossad, il servizio segreto israeliano.  Fonti storiche registrano che per un anno e mezzo si è nascosto là anche Mengele, testando l’ormone della crescita su bovini, bambini e donne incinte. Ed è proprio questo che racconta il film di Lucia Puenzo “The German Doctor -Wakolda”, tratto dal suo omonimo racconto del 2011.  Una storia intrigante che coinvolge morbosamente lo spettatore, con un sapiente mix di curiosità e orrore. Ad attrarre lo spietato medico è soprattutto Lilith, la minuta figlia di Eva ed Enzo, dai lunghi capelli biondi e il volto irregolare, più bassa della media per la sua età.  Una vera e propria ossessione quella di Mengele per quella ragazzina tanto imperfetta quanto seducente, che lo spingerà a frequentarne la famiglia e a mischiarsi con la loro, mettendo a rischio la propria incolumità.

Un film ardito, che si propone di ricostruire la latitanza del dottore nazista: le sperimentazioni “immorali”, i pensieri più reconditi e la permanenza a Bariloche, dove rifiorisce segretamente una “Nuova Primavera nazista”. Un obiettivo ambizioso, non del tutto centrato dalla regista, che nella seconda parte del film tralascia di approfondire aspetti cruciali della storia, realizzando scene, talvolta, incompiute, poco fruibili dallo spettatore.

Eccelso è  Alex Brendemuhl nei panni di Josef Mengele: col suo sguardo glaciale l’attore ispano-tedesco incarna alla perfezione l’eleganza e la spietatezza del medico nazista. Degna di nota la riproduzione del taccuino di Mengele, opera dell’artista sudamericano Andres Riva, che ne ha ricreato una versione ad hoc per il film, realistica, ma meno cruda dell’originale.  

The German Doctor – Wakolda (93 minuti), da oggi nelle sale

di Lucia Puenzo

Con Alex Brendemuhl, Natalia Oreiro, Diego Peretti, Elena Roger, Guillermo Pfening, Ana Pauls, Alan Daicz e Florencia Bado

The German Doctor – Trailer

 

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