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Cerveteri: la “Kylix” di Eufronio torna, dopo 40 anni

La Necropoli della Banditaccia, patrimonio Unesco da 10 anni, espone la preziosa Coppa, e ne racconta la storia

ROMA – Sono dieci anni che la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri è nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Per festeggiare, dall’8 maggio al 20 luglio 2014, il Museo nazionale Caerite ospita la mostra La Coppa di Eufronio: patrimonio dell’umanità, un percorso che ha un’unica grande protagonista: la Kylix di Eufronio e dell’allievo Onesimo. Dipinta con scene della guerra di Troia a figure nere e rosse, datato tra il 500 e il 490 a.C., è uno dei reperti archeologici più contesi degli ultimi anni, con una travagliata storia tutta da esplorare. Il reperto, infatti, è uno dei tanti oggetti “sbucati dal nulla” oltreoceano – e usciti clandestinamente dall’Italia – che il Getty Museum di Malibù acquisisce dagli anni Settanta fino ai primi anni 2000.

Solo nel 1999, dopo tante indagini e lunghe trattative internazionali, il Getty è costretto a restituirlo all’Italia, consegnandolo al Museo archeologico nazionale di Villa Giulia, dove è a tutt’oggi esposto. Ma adesso, dopo 40 anni, la Coppa torna a Cerveteri dove, dopo il furto, non era mai tornata, e dove quindi non era neanche mai stata esposta in una mostra.

Tra l’altro, prima di arrivare al Getty Museum, tra le tante e misteriose avventure che l’hanno vista protagonista, la “povera” Coppa di Eufronio è stata venduta in frammenti. Poi, il Getty la acquisisce ricomposta, almeno parzialmente.

Nonostante tutto, la complessa decorazione si lascia ammirare e da essa emerge il dramma della guerra: le scene del conflitto di Troia, tratte dall’Iliade, si articolano in episodi isolati, e culminano nel cerchio centrale, con l’uccisione di Priamo e del giovane Astianatte per mano di Achille e di fronte a Polissena. Incisa in lingua etrusca, sotto il piede, c’è poi una dedica ad Ercole. Con tutta probabilità, la Coppa proviene da un edificio della fine del VI secolo dedicato al culto di Ercole, edificato nell’area sacra di Sant’Antonio, Cerveteri. Qui c’erano anche un altare monumentale e una fonte sacra all’eroe, dove era venerato come protettore delle acque.

E sempre a Cerveteri è dedicata un’altra grande rassegna allestita nella Capitale, con la quale questa mostra va davvero a braccetto: Gli Etruschi e il Mediterraneo, la città di Cerveteri, a Palazzo delle Esposizioni fino al 20 luglio 2014, un racconto che per la prima volta si concentra sulla civiltà etrusca della sola città di Cerveteri.

Inoltre, a dirla tutta, a Roma c’è anche un’altra esposizione che ben si inserisce lungo questo cerveterano filo rosso: al Palazzo del Quirinale, fino al 16 luglio 2014, c’è Classicità ed Europa, il destino della Grecia e dell’Italia; anche se non è dedicata agli etruschi, per l’argomento è degna di nota in quanto ospita un altro capolavoro di Eufronio: il celebre Cratere, che in mostra è  valorizzato soprattutto per l’importanza del messaggio espresso dalla sua decorazione.

Come la Kylix, il Cratere è stato scavato illegalmente. Lui però, è finito al Metropolitan Museum of Art di New York, che lo aveva pagato un milione di dollari. Recuperato dai Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, adesso fa su e giù tra il museo newyorkese e quello romano di Villa Giulia: quattro anni ad uno, e quattro anni all’altro. Ma, a settembre 2014, anche il Cratere, da buon “viaggiatore”, arriverà a Cerveteri, e sarà esposto al museo Caerite.

A proposito di illegalità, e a proposito di Getty Museum, martedì 6 maggio 2014 la Corte di Cassazione ha ulteriormente rinviato la decisione definitiva sul destino di un altro meraviglioso reperto conteso tra il museo californiano e l’Italia: è l’ Atleta vittorioso attribuito a Lisippo, raro bronzo greco forse del IV secolo a.C. La sua storia è davvero lunga, un contenzioso niente affatto semplice, che ormai è avvolto da una vera e propria suspance. Adesso si attende il 4 giugno 2014. Sarà presa una decisione?

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