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Ucraina. Ultimatum dei filorussi: ritiratevi o sarà guerra

Sanzioni rischio boomerang. Gazprom esente grazie alle lobby dell’energia

KIEV- Non si placano le tensioni a Donetsk. Le milizie filorusse del Donbass hanno infatti avvisato le truppe ucraine che avvieranno un’operazione militare se entro le prossime 24 ore non si ritireranno dal territorio dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. E’ quanto ha annunciato Novosti Serghei Zdriliuk, vice comandante delle milizie del Donbass. «Se i veicoli blindati non saranno ritirati e non saranno rimossi i blocchi stradali delle cosiddette legittime autorità, ho abbastanza forze e mezzi, il comandante mi ha dato il suo appoggio oggi, per distruggere e bruciare tutto questo», ha avvisato Zdriliuk. «Gruppi di ricognizione e sabotaggio sono pronti a muoversi e alcuni sono già in posizione», ha aggiunto, specificando che le forze ucraine hanno «24 ore di tempo» per ritirarsi. 

L’esercito ucraino, impegnato nella cosiddetta campagna «anti-terrorismo», non ha ancora replicato alle minacce dei filorussi. Nel frattempo l`Unione europea è già al lavoro per preparare la terza fase delle sanzioni per spingere la Russia a negoziare la fine della crisi in Ucraina, ma il costo di queste misure – che prenderebbero di mira interi settori economici come quello energetico e non più solo individui e società – deve essere diviso equamente tra gli stati membri dell`Ue. È questo l’appello rivolto dal ministro degli Esteri Federica Mogherini durante una conferenza sul’Europa e il Mediterraneo presso il think tank Brookings Institution, ultimo appuntamento della due-giorni di incontri bilaterali della titolare della Farnesina a Washington Dc.

«Stiamo preparando questa terza fase di sanzioni a livello tecnico e siamo disposti ad adottarle. Non si prepara qualcosa se non si è pronti ad adottarla», ha detto Mogherini rispondendo a una domanda su quanto l`Italia sia disposta a spingersi fino in fondo sulla strada delle sanzioni contro Mosca, che rischiano di essere un boomerang per la fragile ripresa economica dell`Ue.  «Le conseguenze delle sanzioni sulle nostre economie dovrebbero essere equamente condivise da tutti gli stati membri per poter sopravvivere», ha aggiunto Mogherini, che oggi sarà a Londra per una conferenza sulla Siria prima di recarsi a New York venerdì e concludere la sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti.

Per Gazprom niente sanzioni

Tuttavia c’è un particolare degno di nota, lanciato dal quotidiano russo Vedemosti. Infatti, stando alla notizia pubblicata, l’unico ad aver evitato sanzioni, grazie al lavoro delle potenti lobby energetiche, è il presidente di Gazprom Alexei Miller. Un’animalia, considerando che proprio MIller  era stato inizialmente incluso  nella lista delle persone

colpite dal provvedimento, ma diversi gruppi europei avrebbero insistito a nome dei loro governi affinchè l’amministratore del colosso energetico russo ne fosse

escluso, in modo da facilitare il lavoro con la gazprom, che resta ancora uno degli attori principali del mercato europeo.

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