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Villa Adriana, minacciata dalla lottizzazione, rischia il bollino Unesco

La “zona cuscinetto” decisa dall’Organizzazione per tutelare il sito, patrimonio dell’umanità dal 1999, verrà invasa?

ROMA – Villa Adriana a Tivoli, patrimonio dell’umanità dal 1999, rischia di perdere il suo posto nella lista Unesco: la cosiddetta “Buffer Zone”, la “zona cuscinetto” creata dall’Organizzazione per tutelare l’area limitrofa ai siti iscritti, potrebbe essere violata con la costruzione di un complesso edilizio del Gruppo Impreme. Il progetto è quello della lottizzazione Nathan, che risale ai primi anni 2000 e che, dopo varie autorizzazioni prima del Comune, poi della Regione e del Ministero, è passato anche per le mani del Consiglio di Stato. Adesso, i 233 mila metri cubi iniziali sono arrivati a 191 mila, e sul nuovo progetto dal 2008 lavora l’architetto Paolo Portoghesi.

Insomma, la realtà è che il tira e molla sulla cementificazione della zona dura da trent’anni. Ma l’amministratore delegato del Gruppo Impresa, Barbara Mezzaroma, non accetta di essere additata come “cementificatrice” dell’area: «In più di 30 anni l’intervento ha seguito un lungo iter giudiziario e burocratico non ancora terminato. Il progetto, nel frattempo, ha passato il vaglio di tutti gli enti preposti». E, sulla costruzione di queste nuove residenze, dice: «Noi siamo accusati di essere i “cementificatori”. Nel frattempo però all’interno della cosiddetta “Buffer Zone”, attorno a Villa Adriana sono sorte costruzioni di ogni tipo, molto più a ridosso del monumento rispetto a dove sorgeranno le nostre residenze».

«L’obiettivo del progetto avviato nel 2008», dice Portoghesi, «è stato fin da principio la correzione del margine dell’insediamento che si attesta su via Galli, un insediamento misto di costruzioni industriali e di unità residenziali che si presenta alla vista in modo disordinato, offrendo ai visitatori di Villa Adriana un’immagine degradata e confusa della città di Tivoli».

Di certo, Villa Adriana è da tempo sotto il tiro di progetti che ne minacciano la tutela e la valorizzazione. Un altro esempio tanto discusso è quello della famigerata discarica che, secondo la proposta della Regione Lazio guidata dall’ex presidente, Renata Polverini, avrebbe potuto sorgere a qualche chilometro dal sito. Tra le tante polemiche – chi diceva che fosse davvero troppo vicina, chi che non lo fosse poi molto – il progetto è stato abbandonato. In ogni caso, anche se rimasto soltanto sulla carta, che si sia proposto di disporre la discarica proprio in quell’area non è stato dimenticato dall’opinione pubblica, o almeno dalla gran parte di essa. Lo dimostra lo spettacolo di punta del Festival di Villa Adriana, che nel 2014 torna dopo due anni di stop, a causa della giunta Polverini che lo aveva abolito: la pièce, che va in scena il 15 luglio 2014 con il titolo Le rovine di Adriano, è del giornalista Nello Trocchia, ed è interpretato da Urbano Barberini, attore e portavoce del comitato che nel 2012 si è opposto alla realizzazione del sito per lo smaltimento dei rifiuti.

Intanto, parallelamente alle “minacce” che l’Italia continua a dirigere alla villa, fuori dal Paese continuano inalterati l’entusiasmo e l’ammirazione per lo splendore del sito, tanto che a gennaio 2014 un team di studiosi americani ha terminato la ricostruzione 3D dell’intera villa che, tra non molto, sarà virtualmente visitabile sul sito virginia.edu. Realizzato dal Virtual World Heritage Laboratory dell’Università dell’Indiana, diretto da Bernard Fischer, e dall’Idia Lab della Ball State University, guidato da John Fillwalk, il progetto è tutto americano. Un’altra occasione perduta per l’Italia.

Per quando riguarda la lottizzazione Nathan, la decisione adesso spetta al Comune.

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