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Europee, prime proiezioni rafforzano i voti del PD

ROMA – Nelle proiezioni SWG il Pd aumenta il vantaggio nei confronti di M5S. In base agli exit poll definitivi di La7, il partito guidato da Renzi avrebbe ottenuto il 34,5%, 9 punti in più di M5S al 25,5%. FI al 18%, Lega al 6,5%, Tsipras al 4,5%, Ncdd al 4,5%, FdI al 3,5%, Verdi all’1,2%, Scelta Europea all’1,1%, Idv 1%. 

Stando alle proiezioni Rai il Pd è nettamente in testa coprendo il 10% del campione. Il partito di Renzi avrebbe ottenuto il 40,2% dei consensi contro il 23,1% di M5S e il 16% di Forza Italia. 

Se così fosse sarebbe un risultato storico per il PD dice   il ministro delle riforme Maria Elena Boschi commentando le prime proiezioni del voto per le europee.  «Aspettiamo con grande serietà i risultati finali, se le proiezioni dovessero essere confermate si tratterebbe di un risultato storico per il Pd. Aspettiamo quindi di vedere i dati finali, ma ora vorrei ringraziare tutte le donne e gli uomni che hanno votato e quanti hanno lavorato, da volontari, per raggiungere questo risultato».  

Proiezioni Europa

Aumenta il divario fra Ppe e Pse nella seconda proiezione complessiva dei risultati delle elezioni europee, basate sull’aggiornamento dei primi dati e le stime dai 28 paesi membri. Secondo le proiezioni, il Ppe sarebbe il vincitore delle elezioni con 212 seggi, il Pse ne avrebbe 185, i Liberali 71, i Verdi 55, i Conservatori 40, la Sinistra radicale 45, gli euroscettici 36, i non iscritti 40, altri (compreso il M5s in Italia) 67. Le più importanti variazioni rispetto alle prime proiezioni riguardano i Socialisti (dati in precedenza a 193 seggi) e gli «altri», cioé gli eletti di partiti non presenti oggi nell’Europarlamento (erano 56).

Primi exit Poll

ROMA – Renzi, secondo le prime rilevazioni, avrebbe una buona possibilità portare il Partito Democratico alla vittoria sul comico ligure Beppe Grillo. Secondo le prime rilevazioni date dal sito on line del Corriere della Sera, il Pd avrebbe una quota percentuale attorno al 33%, mentre, il Movimento 5 Stelle, non andrebbe oltre il 27. Magro il bottino di Forza Italia che si attesterebbe al di sotto del 20%.

Un voto che disegna un Europa a tinte comunque fosche, dove la sinistra, il centro-sinistra, rischiano di essere assolutamente marginali nei processi politico-economici dell’Unione e quello che è ancor più grave è che la barriera all’euroscetticismo, non passa più attraverso i confini inglesi o dell’Europa del nord, ma esclusivamente dentro quelli tedeschi ed in parte, se i  numeri saranno confermati, anche in Italia. Merkel e la sua Germania fanno il pieno di consensi e mettono al sicuro il risultato per il Partito Popolare Europeo. Non è così per il Pse che si è affidato, forse, ad un candidato spuntato e per di più tedesco, lo ha ribadito infaustamente lui poche ore prima dell’apertura dei seggi, che non poteva che ricevere che ombra dalla onnipresente Cancelliera Merkel. Dunque, a conti fatti, non possiamo che parlare di sicura vittoria, ma non di trionfo, per populisti ed euroscettici. Solo la Le Pen sfonda in Francia e devasta il fronte moderato delle destre ed ancor più quello della sinistra e dei socialisti. A tener su la bandiera della sinistra radicale, ci ha pensato solo Tsipras in Grecia, dove ha letteralmente sbaragliato il campo, sfruttando abilmente i devastanti risultati prodotti dalla crisi economica. 

 

 

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