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Giornata mondiale ambiente. Legambiente, il mese più inquinato della storia

ROMA  – Un mese da record. Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia con il livello medio di anidride carbonica in atmosfera che ha superato «in modo costante» le 400 parti per milione (ppm).  

Un dato che indica «l’urgenza di affrontare al più presto e in maniera concreta la questione dei cambiamenti climatici, causa dominante del riscaldamento globale che provocherà cambiamenti ad esempio nella temperatura dell’aria, degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari». Lo ricorda Legambiente, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente che si celebra oggi in tutto il mondo, aggiungendo che «le più importanti modifiche climatiche previste per i prossimi anni, come ha sottolineato il rapporto Ipcc, sono: l’aumento delle temperature globali compreso tra 2 e 4 gradi entro fine secolo; l’aumento del livello medio del mare da 50 ad 80 cm entro fine secolo; una forte diminuzione della copertura glaciale tra -15% e -55% entro fine secolo (escluso l’Antartide); precipitazioni più intense ed aumento sia delle alluvioni che dei fenomeni di siccità. Per Legambiente il contrasto ai cambiamenti climatici è una sfida cruciale da affrontare. Quello che serve è una politica nazionale ed europea più ambiziosa e attenta al contrasto ai cambiamenti climatici».  L’Italia, con il semestre italiano di presidenza europea «è chiamata a svolgere un ruolo importante e incisivo nella lotta ai cambiamenti climatici- dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente- stabilendo politiche più risolutive e ambiziose e significativi impegni di riduzione delle emissioni di carbonio per tutti i paesi europei».  In particolare, «per contenere il surriscaldamento sotto i 2 gradi ed evitare la catastrofe climatica- prosegue Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente- l’Unione europea e l’Italia dovranno impegnarsi a ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030, a raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40% per portare avanti una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio. Ma per realizzare questi obiettivi – continua Cogliati Dezza – è importante il sostegno del Governo italiano attraverso, una politica nazionale energetica che abbandoni la strada delle fonti fossili e punti, invece, ad una forte espansione delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della chimica verde, in grado tra l’altro di creare nuove opportunità di lavoro, di innovazione e sviluppo di tecnologie». Accanto ad una politica energetica nazionale, però, «è importante che il Governo intervenga con interventi mirati sui settori più inquinanti, a partire da quello dei trasporti, per affrontare l’emergenza smog in Italia», conclude Cogliati Dezza.

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