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ROMA – Non balla coi lupi, né fa da guardia del corpo alla diva del momento. Non passeggia neanche in una valle verde ma si gode la splendida cornice amalfitana in piena Estate, Kevin Costner, che interpreta l’inquilino del faro di una delle più suggestive località della costiera, Atrani, nello spot dell’azienda Rio Mare.

Mentre a tavola gusta quel prodotto “così tenero che si taglia con un grissino”, le donne lo accolgono con un cesto di limoni, prodotti tipici della zona. Si accomodano a tavola e, tra sussurri e sospiri, dimostrano esplicitamente di subire il fascino del bell’attore classe 1955 che, tra scatolette di tonno e salmone, rappresenta il loro sogno erotico al quale anche i mariti sembrano rassegnarsi.

Per alcuni la decisione di grandi attori dello star system di girare spot pubblicitari segna un declino, la via verso la fine di una lunga e onorata carriera anche se firmano, in ogni caso, contratti dalle cifre esorbitanti.

In realtà questo spot gli ha portato fortuna poiché proprio ieri, 5 Giugno, è uscito nelle sale cinematografiche “3 Days to kill”, un film diretto da Joseph McGinty Mitchell e scritto da Luc Besson, in cui il protagonista, Kevin Costner in versione action hero, interpreta un agente della Cia che scopre di avere una malattia incurabile e decide di trascorrere gli ultimi mesi di vita insieme alla famiglia e, in particolare, con la figlia. Un killer glaciale e un padre redento.

Vale la pena spendere qualche parola per il tenebroso attore spagnolo Antonio Banderas, che dai ruoli trasgressivi affidatigli dal regista Pedro Almadovar, si ritrova nei panni di un mugnaio che sforna biscotti e cornetti “Mulino Bianco” mentre parla d’amore con la gallina Rosita. Uno spot che ha subito non pochi commenti sarcastici, un’imitazione irriverente  da parte del comico Maurizio Crozza e molte critiche, specie dal parterre femminile che l’ha sempre considerato un sex symbol, bello e dannato dai capelli lunghi e selvaggi e dallo sguardo penetrante, pronto a fulminare qualsiasi donna capace di intendere e volere…e non. 

Molti lo hanno additato come un attore ormai finito, senza futuro, che si riduce a girare scialbe pubblicità ma, in verità, è di poche ore la notizia che Daniele Lucchetti lo vorrebbe fortemente come protagonista, delle sue prossime riprese, nei panni di Papa Francesco: a Ottobre, infatti, il regista comincerà a girare il film sulla vita del primo Pontefice latino americano dal titolo: “Chiamami Francesco”.

Anche altri vip dei film a stelle e a strisce hanno prestato il loro volto per i brand italiani: Clooney prima per Fastweb e poi per la “Nespresso” per cui ha girato diversi spot: scaricato puntualmente da donne che rinunciano persino alla compagnia di “George” pur di poter bere tranquillamente una tazza di caffè…d’altronde: “What else?”. 

L’aroma del caffè ha inebriato pure Julia Roberts che non ha dovuto pronunciare una sola parola nella sua interpretazione della Venere di Botticelli. Solo un cenno di sorriso che è costato un milione e duecento mila euro. Più che “Lavazza a modo mio” è stato a modo suo.

Mentre per il caffè “Vergnano” nel 2006 si presta Dustin Hoffman che dopo 3 anni girerà lo spot per la Regione Marche recitando, in un italiano incerto, brani tratti dall’Infinito di Leopardi.

Anche il protagonista di “Toro scatenato” e “Taxi driver” ha ceduto al fascino della reclame. Nel 2000, infatti, Robert De Niro è stato scritturato dalla Beghelli. Prima ancora è stata la volta di Richard Gere, nelle vesti del famosissimo autista Ambrogio per pubblicizzare il dorato cioccolatino “Ferrero Rocher”

Non si è sottratto neppure l’attore di “Guerre stellari” e “Blade Runner” Harrison Ford che, sulle musiche dei Queen, ha sponsorizzato la “Lancia Lybra”

Tutti con compensi da capogiro, per un ciak di pochi minuti e ottenendo una nuova ondata di popolarità.

Non solo attori. Anche le top model che hanno raggiunto l’apice del successo negli anni ’90 irrompono nelle televisioni italiane attraverso la pubblicità come una recentissima Claudia Schiffer, testimonial della casa automobilistica “Opel”, che dice di preferire le tedesche. Valeria Mazza, esempio vivente dell’elisir dell’eterna giovinezza, ricorda che la sua clinica di bellezza è “Clinians”. Cindy Crawford nel 1995 ha girato lo spot per gli spaghetti “Barilla”, sfatando il falso mito che i carboidrati sono nemici delle modelle.

È proprio il caso di dire che più che una telefonata è uno spot che allunga la vita…la vita di Star, di Stelle quasi cadenti.

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