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Confermato sciopero dei benzinai contro la discriminazione imposta dalle aziende petrolifere

ROMA – «Nonostante il Governo abbia, almeno a parole, riconosciuto la piena fondatezza delle motivazioni della protesta dei gestori italiani, nessun riscontro è venuto dalle aziende petrolifere, che continuano a perpetuare una discriminazione dei prezzi che mette fuori mercato le imprese di gestione e le condanna al fallimento, penalizzando nello stesso tempo i consumatori con una politica di prezzi elevati sulla rete»: a denunciare l’insostenibilità di questa situazione è Maurizio Micheli, Presidente Nazionale di Figisc-Confcommercio (gestori di impianti di distribuzione carburanti) che conferma lo sciopero nazionale generale previsto per domani 18 giugno.

«Pur consapevoli del disagio arrecato agli automobilisti – prosegue Micheli – dobbiamo proseguire nel programma di manifestazioni annunciato nelle settimane scorse: dopo il blocco degli accettatori selfservice prepay dei giorni scorsi, che ha avuto una fortissima adesione sul territorio, da questa sera chiuderanno gli impianti della rete ordinaria, che saranno riaperti giovedì mattina, ed anche quelli della rete autostradale che saranno chiusi dalle 22 di oggi alle 22 di mercoledì sera. «La categoria – è ormai ridotta allo stremo: migliaia di gestori sono già falliti o stanno abbandonando gli impianti, con un ulteriore duro colpo ai livelli occupazionali. La causa di tutto questo è la persistente condotta commerciale delle compagnie, che vendono ai gestori – in forza del vincolo di esclusiva da cui sono legati – i carburanti a prezzi che sono 16/22 cent/litro più elevati di quelli dalle medesime praticati alle pompe bianche ed alla Grande Distribuzione. Un disegno cinico di annientamento economico delle decine di migliaia di imprese di gestione che si accompagna a quello della progressiva ghostizzazione della rete distributiva, su cui si registra l’assoluto silenzio delle istituzioni che dovrebbero garantire le regole del mercato e della concorrenza. È contro questo stato di cose che chiamiamo i gestori a scioperare compatti e nella consapevolezza che si tratta di una sacrosanta battaglia».

Il Presidente Figisc, nell’annunciare che la campagna di mobilitazione continuerà anche oltre l’attuale programma, conclude: «Non ci fermeremo finché il Governo ed il Parlamento non metteranno rimedio alla clamorosa ingiustizia della discriminazione dei prezzi che assegna tutti i vantaggi ad una sola parte contraente, quella più forte: il vincolo di esclusiva per il gestore deve essere controbilanciato da un corrispondente vincolo per le compagnie a praticare prezzi di cessione in maniera equa per il prodotto che viene venduto sulla rete sullo stesso bacino territoriale di utenza. Un beneficio per gli stessi automobilisti consumatori.» 

Le iniziative programmate unitariamente da tutte le organizzazioni di categoria, Faib, Fegica e Figisc/Anisa prevedono anche una manifestazione domani in piazza di Montecitorio dalle ore 9 alle ore 14 e proseguiranno con il blocco delle carte di pagamento e bancomat nei prossimi giorni, dal 22 al 28 giugno compresi.

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