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Rolling Stones, quando la macchina organizzativa fa acqua

ROMA – All’indomani del concerto per il cinquantenario dei Rolling Stones al Circo Massimo le polemiche restano, anzi si moltiplicano. Infatti, non era solo la cifra irrisoria in cui è stato affittato il Circo Massimo, (meno di 8mila euro ndr), ma anche i disagi per i residenti dell’Aventino e San Saba costretti alla reclusione forzata nelle loro abitazioni per il traffico insostenibile.

Il tutto condito da un’organizzazione inadeguata, con steward che neppure conoscevano la città ospitante.  Insomma, viene da sé che i concerti di un certo calibro  non dovrebbero aver luogo nei centri storici delle città d’arte, specie quelle di gruppi che sono un richiamo infallibile per giovani generazioni e nostalgici. Il concerto del 1989 dei Pink Floyd a Venezia dovrebbe insegnare. Roma non è certo di meno, anzi, motivo per cui l’amministrazione avrebbe il compito di tutelare e preservare quel che rimane di un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità. Inoltre  le ipotesi ventilate dal sindaco Ignazio Marino, come l’incasso per la capitale pari a 25 milioni di euro non sembra si siano realizzate. A sentire le organizzazioni dei commercianti la cifra movimentata dall’evento si aggirerebbe sui 3 milioni di euro.  Inutile nascondere che la sconfitta per l’amministrazione capitolina è assicurata. Eppure il primo cittadino è arrivato in bicicletta si è perfino lusingato che Jagger abbia pronunciato correttamente il suo nome. E poi si è detto addirittura favorevole ad avere un evento all’anno ospitato al Circo Massimo: “è il tipo di attività culturale su cui dobbiamo investire”. C’è da chiedersi se Marino si è accorto che è il sindaco di Roma e non di Topolinia.

 Anche la politica si è fatta sentire, tant’è che il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Assemblea capitolina, Marcello De Vito, ha annunciato che depositerà un’interrogazione urgente per capire se è vero che il Comune ha incassato questa miseria.  

Il concerto, a parte le opinioni esaltanti, fa dunque riflettere. Sarà perché i plurimilionari Rolling Stones la loro epoca l’hanno fatta e il ricordo che hanno lasciato rimarrà per sempre nella storia del rock. Ma questi eventi  che richiamano al cinquantenario della fondazione dello storico gruppo con un MIck Jagger che a 71 anni suonati saltella ancora sul palco, con un Charlie Watts che all’uscita dell’hotel manco rilascia un solo autografo, fanno un po’ sorridere. Insomma  è bello ricordare le pietre rotolanti all’epoca dei loro successi immemorabili, perché quel che è stato è stato. Adesso, tutto suona come un mero business in cui, come al solito, il soldo fa da padrone, tranne che per Roma. Sarà pure l’epoca del prodotto confezionato, ma ogni cosa ha un suo tempo. 

 

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