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Alitalia. Arriva l’accordo, a Etihad il 49% dell’ex compagnia di bandiera

ROMA – Alitalia ed Etihad Airways confermano di aver trovato un accordo sui termini e condizioni dell’operazione con la quale la compagnia di Abu Dhabi acquisirà una partecipazione azionaria del 49 per cento in Alitalia.

In un comunicato congiunto si precisa che “le due compagnie aeree procederanno già dai prossimi giorni alla finalizzazione della documentazione contrattuale, che includerà le condizioni concordate”.  Il perfezionamento è soggetto all’approvazione delle competenti Autorità antitrust.

La Ciommissione Europea avverte l’Italia

Le regole europee sulle compagnie aeree «sono chiare», ha affermato la Commissione europea interpellata sulla presa di partecipazione in Alitalia da parte di Etihad: «la maggioranza del capitale e il controllo delle compagnie aeree deve restare in mani europee». E «come abbiamo già detto e come accade in molte altre situazione, sta innanzitutto alle autorità nazionali» in questo caso italiane accertare il rispetto di queste regole, ha poi puntualizzato la portavoce del commissario ai Trasporti Siim Kallas, Helen Kearns. 
«L’attuazione è nelle mani nelle autorità nazionali, e non si richiedono particolari notifiche. Abbiamo fiducia nelle autorità italiane e sta a loro assicurarsi che le regole vengano rispettate. Se poi ci fossero preoccupazioni o problemi – ha detto ancora la Kearns – la commissione ha possibilità di fare le sue verifiche».  In ogni caso su questa vicenda non c’è requisito di notifica formale da parte dell’Italia, ha concluso la portavoce, né ci sta da parte della Commissione una richiesta di risposta alle recente lettera inviate all’Italia che serviva solo a ribadire quale sia il quadro di regole sul caso.

Preoccupazione per i lavoratori

«Ora che gli accordi per la cessione del 49% di Alitalia ad Etihad prendono corpo, le preoccupazioni che avevo paventato in tempi non sospetti per l’occupazione  aumentano. Sono stati fissati nell’accordo firmato i 2.251 esuberi, a proposito dei quali ancora non sono stati incontrati ufficialmente i sindacati. Un numero enorme, che graverà  principalmente sulla bilancia occupazionale della città di Roma e della regione Lazio». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Riccardo Agostini. «Una nuova mazzata- prosegue Agostini- ad un settore che non ha ancora assorbito mi licenziamenti del 2008. A questo punto ritengo che la Regione Lazio debba far sentire la sua voce. È inaccettabile che un piano di sviluppo abbia come primo e unico effetto concreto il ridimensionamento dell’organico dell’ex ministro Lupi, secondo il quale l’alternativa ai licenziamenti è il fallimento di Alitalia. Se davvero siamo di fronte ad un piano di sviluppo e rilancio di Alitalia, non si può non tener conto dei margini di sviluppo previsti per il traffico aereo in arrivo in Italia in generale e a Fiumicino in particolare, nei prossimi anni. I dati dicono che il traffico passeggeri della sola Fiumicino, attualmente, si attesta sopra i 30 milioni di passeggeri ma raggiungerà in pochi anni 50 milioni ed è prevista una crescita del mercato dell’area mediterranea fino a 400 milioni di arrivi annui nel 2025. Numeri che non solo sarebbero compatibili con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma addirittura, in presenza di un serio piano di sviluppo, permetterebbero di riassorbire anche gli esuberi del 2008 e rappresentare il volano per il rilancio economico del distretto aeronautico e dei nostri territori. In caso contrario- conclude il consigliere del Partito Democratico- sarebbe il caso di parlare chiaramente e senza ipocrisie di dismissione».

Prossima settimana incontro con i sindacati

 

La convocazione dei sindacati da parte del Governo per fare il punto sulla vertenza Alitalia, a quanto si apprende, dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. Oggi il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Maurizio Lupi, in una nota, ha detto che incontrerà «presto» i sindacati insieme al suo collega al Lavoro, Giuliano Poletti. La vertenza tra Alitalia e sindacati si trova al momento in una fase di stallo, con l’azienda che ha ribadito i 2.251 esuberi, definiti necessari per l’accordo con Etihad e i rappresentanti dei lavoratori che hanno definito ingestibile la  situazione.

 

 

 

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