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Roma. Primo murales antimafia su collina confiscata a Banda della Magliana

ROMA  – Nascerà venerdì, in un bene confiscato, il primo murales antimafia di Roma. A realizzarlo uno degli street artist più noti e apprezzati della Capitale, David Vecchiato (in arte Diavù), coordinatore del museo di Urban art di Roma. Che ha deciso di aderire al progetto ideato dall’associazione antimafie daSud in occasione dell’ultima tappa romana della sua lunga marcia della memoria dal titolo ‘Lo sanno anche i muri’. Il luogo scelto è la Collina della pace, un’area verde nel cuore della borgata Finocchio confiscata al boss della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, nel 2001. Grazie all’impegno e alla tenacia delle associazioni del territorio, qui è stato realizzato un parco pubblico dedicato alla memoria di Peppino Impastato e presto sorgerà anche un centro culturale.

Tutte queste associazioni si ritroveranno venerdì a partire dalle 16 proprio in occasione dell’inaugurazione del murales che si trasformerà nella ‘Festa dell’antimafia socialè. Con mostre, stand di artigianato e di degustazioni, attività ludiche, esibizioni teatrali, un happening rap, il concerto del rapper Kento e una mensa per i poveri.

Al villaggio dei diritti parteciperanno l’assessore alle Periferie di Roma Capitale, Paolo Masini, e la deputata Sel, Celeste Costantino. «Che a Roma ci sono le mafie- dichiara Cinzia Paolillo, presidente dell’associazione daSud- ormai dovrebbero saperlo anche i muri. Per rinfrescare la memoria a quanti continuano a parlare di semplici infiltrazioni abbiamo deciso di lasciare un segno concreto e visibile. L’avevamo già fatto a Gioiosa Ionica, in Calabria, nel 2008 con il restauro di un murales realizzato trent’anni prima in memoria di Rocco Gatto.

Siamo felici ed emozionati di replicare questa esperienza a Roma e di farlo insieme all’associazione Collina della pace che ha avuto un ruolo fondamentale nella rinascita di quel luogo.

Abbiamo deciso infatti di allestire un villaggio dei diritti per raccontare come i territori possano riappropriarsi degli spazi violati dalle mafie e trasformarli in nuove piazze di socialità e cultura».

La lunga marcia della memoria dell’associazione daSud, che per più di un mese ha portato in giro per la Capitale il racconto di una ‘MammaMafia’ in grado di gestire il consenso sociale attraverso un modello di welfare che inquina i diritti e l’economia, si chiuderà a San Luca (Rc) con la camminata verso Pietra Cappa, luogo del ritrovamento del fotografo Lollò Cartisano sequestrato e ucciso dalla ‘ndrangheta.

(Dire)

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