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3000 euro per un Assessore alla cultura sono pochi? Allora mi candido io!

ROMA – La Capitale non ha un Assessore alla cultura da troppo tempo. La cosa ha dell’incredibile anche perché, nella paralisi generale, il Sindaco Marino – dopo le dichiarazioni sulla difficoltà di trovare un successore all’assessore Barca, a causa di un poco convincente stipendio di 3000 euro circa – decide di assumere ad interim l’incarico. Parliamoci chiaramente, la Capitale sta vivendo un periodo tra i più brutti della sua storia recente, è sommersa dalla spazzatura, la mobilità è in tilt (pure per la scelta di chiudere alcune strade intorno ai tanto amati Fori Imperiali), le attività culturali sono quasi paralizzate (al punto da far scappare pure gli sponsor privati, come è stato per l’Enel al MACRO), i mezzi pubblici sono sempre a singhiozzo, si aprono in continuazione voragini nelle strade … e il Sindaco decide di assumere pure un altro incarico.

La difficoltà nel nominare un Assessore alla cultura è nel compenso? Una domanda sorge spontanea: ma gli altri assessori non guadagnano la stessa cifra? E comunque, se questo è il problema, caro Sindaco, mi candido io! 

Egregio Sindaco Marino,

sono una cittadina e operatore culturale.

Come molti, anche io guardo con apprensione al futuro della cultura nella nostra città. Sono consapevole delle difficoltà economiche, gestionali e logistiche, che rendono la situazione ogni giorno più grave, ma alla luce della storia e dell’attualità di Roma non posso non evidenziarLe che la nomina di un assessore è fondamentale e urgente. 

Ho ascoltato con interesse le Sue ultime dichiarazioni in merito alla difficoltà di nominare un Assessore alla cultura, a causa di un compenso da Lei definito poco allettante per i candidati. Ma Roma non può permettersi di non avere un soggetto qualificato che ricopra quell’incarico e allora, signor Sindaco, con questa lettera presento la mia candidatura, non spaventata dallo stipendio ma con spirito di servizio e dedizione alla mia città e alla cultura.

Certo, signor Sindaco, fuor da qualsiasi ingenuità, la mia candidatura implica la richiesta di guardare a questa nomina da una nuova prospettiva, lontana dalle logiche tradizionali. È necessario guardare alla realtà sociale ed economica del Paese. Guardiamo ai professionisti del mestiere, che vivono realmente e quotidianamente le difficoltà, che gestiscono pochi fondi e lavorano comunque con passione, capacità e risolutezza. 

Tremila euro non saranno una gran cifra, ma in tempi di crisi e di tagli ai super stipendi dei manager pubblici, in tempi di chiusura delle aziende, di imprenditori che si suicidano e famiglie che si disgregano (o non nascono), francamente mi pare che quello previsto sia uno stipendio onorevole. Non ci dimentichiamo che, oltretutto, stiamo parlando della cosa pubblica!

Caro Sindaco, qui c’è una professionista disposta a impegnarsi per questo. 

Il mio profilo è in linea con la figura ricercata e sono pronta a lavorare alacremente, con la competenza necessaria. 

Confidando nella Sua attenzione, resto a disposizione per un eventuale colloquio.

Cordialmente

Federica La Paglia

curatrice indipendente

 

 

 

 

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