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Raid su Gaza. E’ il quinto giorno di raid. La guerra continua, la diplomazia tace

 

ULTIMORA – Sono 22 i palestinesi rimasti uccisi oggi nei raid israeliani nella Striscia di Gaza, facendo così salire a 127 il bilancio complessivo delle vittime dell’operazione «Barriera protettiva» lanciata martedì scorso da Israele per fermare il lancio di razzi.

Almeno altre 940 persone sono rimaste ferite, stando a quanto precisato dal portavoce per i servizi sanitari sanitari di Gaza, Ashraf al-Qudra.  Nell’ultimo attacco messo a segno dall’aviazione israeliana sono rimasti uccisi sei uomini di età compresa tra i 21 e 58 anni. Secondo alcuni testimoni, le vittime erano sedute fuori dalle loro abitazioni quando sono state colpite. Secondo quanto scritto dal figlio dell’ex premier di Hamas Ismail Haniyeh sulla propria pagina Facebook, l’attacco aveva come obiettivo la casa della zia, sorella di Haniyeh. Sempre secondo il post apparso su Facebook, tra i morti ci sarebbero due nipoti dell’ex premier.


GAZA CITY- Proseguono i raid israeliani sulla Striscia di Gaza. L’ultimo in ordine di tempo stamane ha ucciso tre uomini nel quartiere di Tufah, alla periferia orientale di Gaza City. Ma poco prima due persone erano rimaste uccise nella sede un’associazione per disabili, a Beit Lahiya. Secondo fonti locali, le incursioni di stamane hanno colpito moschee e abitazioni di esponenti di Hamas nell’enclave costiera. 

E il bilancio delle vittime palestinesi in cinque giorni dell’offensiva «Protective Edge», Margine Protettivo, contro la Striscia sale a 121, di cui 23 sono bambini. Di rimando i palestinesi, hanno lanciato circa 520 tra colpi di mortaio e razzi verso Israele (140 razzi sono stati intercettati dal sistema difensivo antimissile «Iron Dome»).  Nel frattempo è emergenza anche acqua potabile. Infatti, gli impianti di depurazione, che forniscono servizi a mezza Gaza, sono stati gravemente danneggiati, con 25 milioni di litri

di liquami che si sono riversati in mare, incrementando la probabilità di malattie causate dalla mancanza di igiene. Si pensa che ci vorranno mesi per ripararla completamente. I partner di Oxfam, un centro medico specializzato in cure pre e post natali, è stato invece gravemente danneggiato ed è ora fuori servizio. Si sta  valutando la possibilità di distribuire buoni alimentari alle famiglie in difficoltà. Molte persone hanno paura a uscire per procurarsi i beni essenziali. Centinaia di agricoltori non possono raggiungere i loro campi. L`Onu ha riferito di almeno 32 scuole colpite da bombardamenti, di dozzine di case distrutte e più di 2.000 danneggiate.

Intanto il resto del Mondo si indigna, ma guarda impotente l’evoluzione dei fatti in una zona da sempre dagli equilibri delicatissimi. L’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite parla di una violazione delle leggi della guerra. «Abbiamo ricevuto rapporti allarmanti sul fatto che numerose vittime civili, compresi dei bambini, sono il risultato di attacchi sulle abitazioni», ha dichiarato alla stampa a Ginevra la portavoce, Ravina Shamdasani. «Questi rapporti rendono dubbio il fatto che questi attacchi siano conformi alle leggi umanitarie internazionali e alle leggi internazionali sui diritti umani», ha spiegato. 

Secondo le Convenzioni di Ginevra, il bombardamento di abitazioni costituisce una violazione di queste leggi tranne che nel caso in cui le abitazioni in questione siano utilizzate a fini militari. Rimane il fatto che la guerra sta continuando e la diplomazia è ferma.

 

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