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Alitalia, si salvi chi può. La Filt attacca le sigle firmatarie. L’Usb, esuberi zero

 

ROMA – Si riuniranno di nuovo alle 17 al ministero dei Trasporti, Alitalia e sindacati, per la stesura finale del contratto collettivo nazionale e il taglio del costo del lavoro, in vista dell’alleanza con la compagnia emiratina Etihad, la quale ha imposto delle richieste precise.

Stando alle voci la firma dovrebbe arrivare in serata, anche se, in una situazione così delicata, non è detta l’ultima parola. Cisl, Uil e Ugl hanno già firmato l’intesa, la Cgil si era data tre giorni di riflessione, mentre il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi avvertiva che l’accordo sarebbe stato siglato comunque, con o senza la Cgil. Anche l’Usb ha sospeso le trattative che riprenderanno nel pomeriggio. “Ribadiamo che non solo è fondamentale capire la serietà con la quale verrà affrontato il nodo degli esuberi, ma è necessario comprendere appieno l’attuazione del decreto annunciato dal ministro Poletti, ovvero la sua messa in pratica”, afferma Andrea Cavola, coordinatore nazionale del trasporto aereo. “Quindi è indispensabile capire il registro dell’Enac, le garanzie, i fondi e i tempi di realizzo. Questo – continua Cavola – per noi è l’elemento che fa la differenza, perché abbiamo sostenuto fin dall’inizio che dovevamo mettere in campo tutte le soluzioni per arrivare ad esuberi zero. Non è infatti possibile continuare a produrli”.

E sugli esuberi interviene anche la Filt Cgil, la quale accusa le tre sigle firmatarie, di determinare con il loro comportamento”il licenziamento di 1635 lavoratori in Italia e di 52 lavoratori all’estero”. “Abbiamo sostenuto sin dall’inizio- prosegue la categoria dei trasporti Cgil – l’esigenza di evitare licenziamenti attraverso la riduzione degli esuberi e l’utilizzo della Cassa integrazione. La volontà aziendale di procedere ai licenziamenti è stata ribadita più volte, arrivando nella giornata di sabato 12 luglio a rifiutare una proposta di mediazione, che avrebbe permesso il ricorso alla cigs, avanzata dal ministro del Lavoro, Poletti”. Insomma secondo la Filt “I diritti delle persone vengono così calpestati, attraverso la torsione di una recente disposizione di legge (il nuovo comma 4 bis dell’art 47 della legge 428/90 in merito alle disposizioni sul trasferimento di azienda) che presenta seri problemi di legittimità che ci riserviamo di impugnare in ogni sede e con tutti gli strumenti disponibili”. Secondo la Filt “quelle sul ricollocamento dei lavoratori fuori da Alitalia sono prospettive tutte da verificare e senza alcuna garanzia in assenza di accordi (allo stato inesistenti) con le imprese che dovrebbero assumerli”. “Il resto dei lavoratori- prosegue la ricostruzione del sindacato- ha davanti a sè nell’arco di pochi mesi la prospettiva disastrosa della mobilità e della successiva disoccupazione (il contratto di ricollocamento è tutto da definire e mancano ancora i decreti attuativi). Tutto vero, peccato che anche la Filt, che ora parla di “dignità” per gli esuberi, non si sia mai preoccupata per quei 10mila lavoratori che 6 anni fa hanno perso il lavoro e le speranze di trovarlo. Anche quelli erano esuberi, con la differenza che sono stati completamente abbandonati anche da chi nel tavolo di Palazzo Chigi aveva apposto la sua firma. Insomma siamo alle solite contraddizioni sindacali. 

Sappiamo già chi pagherà ancora.

 

 

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