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Alitalia. Per l’azienda gli accordi sono validi. Guerra sul referendum

 

ROMA – L’assemblea dell’Alitalia ha approvato il bilancio 2013 e l’aumento di capitale pari a 250 milioni di euro. Tuttavia la situazione non è ancora chiara sul piano degli accordi tra le parti sociali e, non ultimo, sull’esito del referendum che non ha raggiunto neppure il quorum, L’ex compagnia di bandiera ha precisato in una nota che gli accordi restano quindi validi anche senza raggiungimento del quorum, seppur la condivisione tra tutti i sindacati rimane un fattore ineludibile per il buon fine dell’intesa in corso con la compagnia emiratina Etihad.

Ma non solo. Alitalia ribadisce che gli accordi  sottoscritti il 16/17 luglio dal 65% delle Rappresentanze Sindacali, “sono pertanto efficaci ed esigibili nei confronti di tutto il personale e vincolano tutte le Organizzazioni Sindacali firmatarie degli accordi interconfederali”. 

“Va comunque segnalato – come comunica l’ex compagnia di bandiera in una nota – come l’85% di coloro che hanno votato abbia espresso un consenso esplicito agli accordi. Ciò a dimostrazione di quanto il personale della Società, compresi i Dirigenti che già dal mese di marzo hanno volontariamente offerto un contributo di solidarietà, stia comprendendo l’importanza cruciale del momento aziendale e dei passi decisivi da adottare per garantire il futuro”.

Nel frattempo è guerra tra le sigle sindacali. Per la Filt Cgil  l’intesa non è solo pienamente valida ma si applica in ogni sua parte, come dichiara  il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo, sottolineando che contrariamente a quanto afferma la Uilt, le norme  sul referendum scritte nel testo unico del 10 gennaio 2014 recitano che  ‘per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% + 1 degli aventi diritti al voto.

“Se non si è raggiunta tale percentuale- spiega Cortorillo- è anche per il boicottaggio al voto che la Uilt ha compiuto. La Filt Cgil, insieme a Fit Cisl e Ugl, ha organizzato il referendum, chiedendo ai lavoratori di esprimersi con il voto, altri- conclude il segretario nazionale della Filt- continuano una propaganda fasulla e pericolosa per Alitalia ed i lavoratori».

Per la Uil, invece, sarebbero state violate tutte le regole. “l referendum – scrive in una nota –  è stata una consultazione in fretta e furia, violando tutte le regole, sotto il diktat dell’azienda in previsione dell’assemblea odierna. Alcune dichiarazioni – si legge ancora – sono più che paradossali. I firmatari dell’accordo Alitalia sostengono che il referendum da loro promosso sarebbe stato abrogativo. Ciò vuol dire, allora, che i firmatari di quell’accordo avrebbero invitato tutti i lavoratori ad andare a votare per abrogare quanto da loro stessi sottoscritto? Incomprensibile, per non dire illogico. Hanno anche affermato che non è stato raggiunto il quorum: allora, c’è un quorum per dire che il referendum è valido. In realtà, hanno fatto una consultazione in fretta e furia, violando tutte le regole, sotto il diktat dell’azienda in previsione dell’assemblea odierna». «L’unica cosa seria, invece, è sempre stata, e continua a essere – conclude la nota – sapere se i contrasti all’interno della compagine degli azionisti sono stati superati e se, quindi, si può finalmente andare verso l’accordo definitivo con Etihad”.

 

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